Cosa pensa Warren Buffett delle turbolenze cinesi?


La Cina - non che non si sapesse già - ha vissuto un'estate turbolenta. Dopo le correzioni in Borsa cominciate a luglio e continuate ad agosto, il governo ha deciso di applicare un'inaspettata svalutazione del renminbi, in un momento in cui il Paese registra un preoccupante rallentamento nella crescita, che ha fatto crollare a catena altri mercati emergenti, soprattutto quei mercati la cui economia dipendeva di più dall'esportazione delle materie prime richieste proprio il gigante asiatico. Di fronte a questo panorama, molti investitori si chiedono se la Cina non abbia esaurito il suo potenziale. Warren Buffet non è tra questi. In una recente intervista, il guru ha espresso la sua forte convinzione del potenziale a lungo termine del Paese: ha detto chiaro e tondo che continua ad essere "positivo in Cina". Nemmeno l'intervento del governo ha frenato l'entusiasmo di Buffett verso il mercato asiatico. "Gli Stati Uniti sono sopravvissuti a due guerre mondiali nel XX secolo, alla Grande Depressione, a una guerra civile... eppure tra alti e bassi, a lungo termine, la loro economia è cresciuta. Lo stesso succede con la Cina", aggiunge.

Imparare dal passato

Cosa pensa però l'oracolo di Omaha sulla decelerazione della crescita cinese, che minaccia di deviare il recupero dell'economia mondiale? "Credo che un rallentamento mondiale sia poco probabile, anche se non impossibile", spiega il presidente di Berkshire Hathaway. "Nessun Paese è mai avanzato in linea retta ma quello che m'interessa è l'evoluzione a cinque, dieci o vent'anni e, in questo lasso di tempo, è possibile che gli Stati Uniti, o la Cina o l'Europa non migliorino. Non posso prevedere l'altalena economica che vivremo in questo periodo, ma a lungo termine continueremo a migliorare".

E quasi in maniera darwiniana prende in esame l'evoluzione storica per spiegare la sua visione: "Col passare del tempo sappiamo sfruttare meglio il potenziale dell'essere umano. Siamo cambiati tanto negli ultimi 200 anni ma ciò che è davvero completamente cambiato è il mondo nel quale viviamo. Il potenziale era là e, benché lo Stato di Diritto, il libero mercato o l'uguaglianza nelle opportunità non siano perfette, il fatto che nel tempo questi concetti siano sempre più presenti in tutto il mondo ci aiuta a continuare a crescere", conclude.

Altre notizie correlate


Anterior 1

La storia di Kristian Siem, il Warren Buffett norvegese

Si chiama Kristian Siem ed è un value investor norvegese. Investe in pochi settori che conosce a fondo e con un’ottica nel lungo termine. Il suo stile d’investimento, simile a quello di un gestore di fondi, gli ha permesso di incrementare il suo patrimonio personale da 5 milioni a 2 miliardi di dollari dal 1987 al 2014. Ecco perché per molti è ormai considerato il Warren Buffett norvegese.

Anterior 1

Prossimi eventi