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Cordusio SIM, si dovrebbe partire a ottobre


C’è parecchio movimento sul fronte della gestione dei grandi portafogli italiana. Dopo BIM, che ha appena annunciato la creazione di una nuova divisione preposta alla cura dei portafogli dai 5 mln di euro in su e il ridisegno di Intesa San Paolo che ha fuso Fideuram con le altre divisioni interne creando così un grande polo del private banking e un forte focus verso l’internazionalizzazione, in casa Cordusio SIM (UniCredit) si punta a aumentare la raccolta netta a un tasso di crescita dell’8% annuo. Si tratta del polo del wealth management per i clienti UHNWI, ultra high net worth individual, ovvero con un patrimonio finanziario superiore ai 5 milioni di euro. È in attesa delle autorizzazioni Consob e dovrebbe partire entro ottobre.

Questa divisione intende sviluppare i servizi di consulenza sofisticati a pagamento in un momento in cui margini tendono a essere sempre più sottili. “Del resto, il mercato è molto cambiato, i regolatori mettono vincoli e controlli che rendono anche più costosa la gestione tanto che si prospetta uno scenario sempre più difficile, molte boutique non hanno le masse sufficienti e si andrà sempre più verso un processo di concentrazione”, commenta un banker che preferisce non essere citato. Il gruppo che ha in Paolo Langé l’AD gestisce circa 30 miliardi di euro. Di questi 25 mld sono di privati e altri 5 mld vengono da investitori istituzionali. I servizi sono sofisticati e personalizzati ma con alle spalle la copertura di una grande banca.

Da Unicredit, Cordusio SIM ha incorporato il team guidato dal direttore investimenti Manuela D’Onofrio, conta su 60 persone dedicate alla gestione dei portafogli e alla selezione dei fondi. Una struttura che sarà affiancata da 20 global advisor che fanno da supporto ai banker nelle consulenza finanziaria ai clienti, facendo inoltre da interfaccia con il team di gestione. Cordusio SIM è un’entità legale autonoma, con una piattaforma propria di prodotti e flessibilità operativa, collabora anche con il corporate e l’investment banking per gestire temi come l’asset protection, real estate e investimenti in beni artistici e alternativi. In attesa di Consob è stata creata una divisione temporanea all’interno di Unicredit con circa 100 banker, che una volta completati i passaggi societari, confluiranno in Cordusio.

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