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Corbyn o May? Il Regno Unito al voto


Jeremy Corbyn o Theresa May? È questa la domanda che l’Europa si sta facendo, a poche ore dal voto inglese. Domani il Regno Unito è chiamato alle urne e quello che fino a qualche settimana fa sembrava quasi essere un risultato scontato, adesso non sembra così certo. Con le elezioni del Regno Unito che si avvicinano velocemente, il più recente sondaggio del Financial Times mostra una caduta del partito conservatore dal 20 al 9%. Mike Amey, responsabile dei portafogli in sterline di PIMCO, ricorda che questa percentuale è di poco superiore al 6,5% che il partito ha ottenuto alle elezioni del 2015 e generò una maggioranza di 12 posti. Dato che l'obiettivo nell’indire nuove elezioni era quello di assicurare una più forte maggioranza prima dei negoziati Brexit, sembrerebbe logico che i mercati finanziari reagiscano all’irrigidimento della corsa elettorale. Tuttavia, al momento i mercati si sono mossi di poco.

Forse dopo il voto qualcosa accadrà. Ad ogni modo per Theresa May si profilano ore difficili: “conserva attualmente una maggioranza di 5 seggi conservatori nel parlamento. Questo è putroppo un margine molto stretto, il che significa che deve avere l'intero partito Tory a fianco per poter votare la legge”, spiega Hartwig Kos, vice-CIO e co-head Multiasset team presso SYZ Asset Management. “Inoltre, dal referendum britannico sull'adesione all'Unione europea in particolare (ma ancor prima), il partito conservatore si è suddiviso tra deputati europei e Brexiteers. Questa divisione nel partito dirigente rende l’esercizio dei negoziati del Brexit molto difficile per il primo ministro”.

Vittoria risicata della May

Tornando alle elezioni bisogna tenere a mente alcuni particolari sul sistema elettorale britannico, come spiegano da Vontobel AM. Si tratta di un sistema dove risulta difficile capire “la composizione del parlamento impiegando dati aggregati di intenzione di voto o sondaggi”. Cioè “il partito che ottiene la maggioranza in parlamento non è detto che sia quella che abbia ottenuto più voti”. D’altra parte, nonostante il recente vantaggio dei labouristi da Vontobel chiariscono che la probabilità di vedere una maggioranza labour è molto bassa. Insomma lo scenario più probabile sarebbe una vittoria della May con una maggioranza risicata. Ciò significherebbe che "la possibilità di uno scenario di hard Brexit resterebbe sul tavolo", con il conseguente aumento di incertezza politica nel breve periodo. Il manager indica che questo "sarebbe positivo per il GILT, negativo per la sterlina e marginalmente per lo spread".

Concorda anche Kos. “Le probabilità di guidare solo con 30-50 posti di maggioranza sono alte. In questo scenario, verrà ridotta significativamente la sua flessibilità per negoziare. Ancora più importante, il mercato si sta adattando al fatto che il risultato delle elezioni potrebbe essere molto più stretto di quanto inizialmente auspicato, con la conseguenza vissuta nelle ultime settimane dell’indebolimento della sterlina (la valvola di pressione del Regno Unito), mentre le azioni britanniche sono andate piuttosto bene (grazie ad una sterlina debole). Ci aspettiamo che questa tendenza continui fino alle elezioni”, dice il vice-CIO di SYZ AM. “La  nostra previsione di base è che Theresa May vincerà le elezioni, ma con un margine più stretto di quello che ci si possa aspettare. Quindi si prospettano aspettative deludenti del mercato. Crediamo pertanto – e assegniamo una probabilità minima - che esista il rischio di coda di un parlamento sospeso, cioè che nessuna delle parti ottenga posti sufficienti per condurre una maggioranza. Tuttavia, un tale risultato avrebbe un grave impatto su tutte le classi di attivi britanniche, in particolare sulla sterlina. Forzerebbe pure Theresa May a lasciare il posto di primo ministro. E, ancora più importante, aumenterebbe il rischio che i negoziati tra il Regno Unito e l'Europa finiscano senza alcun accordo”.

Brexit: come saranno i negoziati?

Man mano che i labouristi guadagnavano terreno sui conservatori, gli esperti hanno ricalcolato i possibili scenari aperti in merito ai negoziati della Brexit, dove un hard exit potrebbe essere messa in dubbio. Le posizioni di Corbyn in merito non solo molto chiare, ma probabimente si aprirebbe una scenario più flessibile, soprattutto con gli europei che risiedono in Regno Unito. “Se vicono i labouristi, possiamo immaginare che le negoziazioni si ammorbideranno”, dice François Rimeu, direttore di Cross Asset in La Française AM. In questo caso l’esperto dice che si avvicinerebbe un “aumento dei tassi d’interesse del Regno Unito, un incremento nel valore della sterlina e, come conseguenza, un crollo nell’azionario britannico”. Gli investitori non dovrebbero nemmeno escludere la possibilità di “un movimento di 30-40 bps nei GILT”. Tuttavia, Rimeu fa presente una controtendenza: "Da quando la differenza nei sondaggi è cominciata a diminuire, la reazione del mercato non è stata quella che ci aspettavamo, con una sterlina e tassi più bassi".

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