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Consulenti finanziari, la riforma che tarda ad arrivare


Il 31 dicembre 2015 scadrà l’ennesima proroga all’autorizzazione concessa ai consulenti finanziari per operare in via transitoria in attesa dell’Albo. Ma nelle stanze del Senato tutto ancora pare nebuloso e lungo a risolversi. “Il disegno di legge che vede me come primo firmatario ma sottoscritto da esponenti di maggioranza e opposizione è in corso di analisi nella nostra Commissione”, spiega il senatore Mauro Maria Marino, raggiunto a margine del convegno annuale Assoreti tenutosi a Capri lo scorso 23 maggio. Continua: “c’è stato il parere favorevole da parte del Governo e stiamo aspettando il parere sulla copertura finanziaria da parte della Commissione Bilancio. C’è una maggioranza ampia disposta ad appoggiarlo e auspichiamo arrivi nel più breve tempo possibile l’autorizzazione a procedere”.  Il riferimento va al fatto che è dal 2007 che si continua a tollerare nei confronti del risparmiatore la prestazione in via transitoria del servizio di consulenza da parte di soggetti sottratti a qualsiasi forma di controllo pubblico esclusivamente a causa dell’incapacità di costituire un organismo autonomo per la categoria.

Intanto, una decina di giorni fa in Senato è stato approvato* un disegno di legge di delegazione europea (numero 1758) contenente una delega al governo per un intervento di riforma praticamente identico a quello del suo ddl, presentato lo scorso luglio. “Contemporaneamente, all’interno della legislazione europea c’è un emendamento che ha lo stesso contenuto ma rappresenta una delega al governo e quindi un allungamento dei tempi. Quello che conta è arrivare all’obiettivo. In commissione finanza del Senato c’è molta attenzione sulla questione perché il tema della crescita è fondamentale. Ci auspichiamo di sensibilizzare i membri del Senato in toto”, conclude Marino. E in riferimento alla vigilanza sui consulenti, conclude, “è di dominio pubblico la proposta che abbiamo condiviso istituzionalmente con le autorità preposte di assorbirla nell’APF (albo dei promotori finanziari), ente opportunamente riveduto per accogliere al suo interno le distinte sezioni dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dei consulenti finanziari cosiddetti indipendenti e delle società di consulenza finanziaria”.

*Ecco il testo approvato la scorsa settimana dal Senato e ora sottoposto al vaglio della Camera dei deputati. La disposizione di interesse Apf è l’art. 9, comma 1, lett. o): 
 
“ o) apportare le opportune modifiche ed integrazioni alle disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di consulenti finanziari, società di consulenza finanziaria, promotori finanziari, assegnando ad un unico organismo sottoposto alla vigilanza, anche di tipo sanzionatorio, della CONSOB, ordinato in forma di associazione con personalità giuridica di diritto privato, la tenuta dell’albo, nonché i poteri di vigilanza e sanzionatori nei confronti dei soggetti anzidetti, e ponendo le spese relative all’albo dei consulenti finanziari a carico dei soggetti interessati; dall’attuazione delle disposizioni di cui alla presente lettera non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica né minori entrate contributive per la CONSOB;”

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