Qual è la strategia dei fondi Consistenti Funds People che investono nel mercato azionario cinese? (II)


Continua l'analisi delle opportunità offerte dal mercato azionario cinese attraverso i fondi Consistenti Funds People . In questo secondo articolo verranno trattati gli altri quattro dei nove fondi che hanno ottenuto il rating e che investono in Cina.

Allianz Hong Kong Equity
Dal febbraio del 2002 e con i suoi 27 anni di esperienza, Christina Chung gestisce questo fondo grazie all’aiuto di sei analisti. Si tratta di un portafoglio di azioni di compagnie di Hong Kong ma con un forte orientamento verso la Cina. Il team ricerca compagnie che stiano beneficiando della crescita della regione o quelle che, pur non essendo sotto i riflettori, hanno le potenzialità per farlo. La costruzione del portafoglio è il risultato di un processo bottom-up che inizia con la definizione, da parte degli analisti, di un rating per classificare le compagnie e che va dall’1 al 5, dove il 5 indica il più alto pontenziale di battere l’indice e altre compagnie del settore. Il risultato è un portafoglio ad alta convinzione, concentrato su un numero ridotto di titoli che va dai 35 ai 45, con basso turn over (del 50% circa) e un active share del 60%.

First State China Growth
Il fondo gestito da Martin Lau investe in compagnie che sviluppano le proprie attività in Cina pur essendo quotate (oltre che in Cina) a Hong Kong, Taiwan e in altri mercati. Grazie a un team di 15 analisti e una mentalità completamente indipendente rispetto all’indice di riferimento, l’MSCI Golden Dragon Index, Lau si sofferma sulla qualità della direzione della società, sulla sostenibilità della crescita del modello adottato e su quanto siano interessanti le valutazioni. Il risultato di un processo fondamentalmente bottom-up è un portafoglio altamente concentrato, che comprende tra i 40 e i 70 nomi e con una turn over molto basso, di un 25%, considerato l’orizzonte medio di investimento tra i 3 e i 5 anni. Il fondo ha anche una filosofia etica in quanto Lau dà grande importanza all’onestà dei Consigli Direttivi e non investe nell’industria del gioco né in quella del tabacco.

Robeco Chinese Equities
Victoria Mio è la responsabile della gestione di questo fondo le cui origini risalgono al dicembre del 1997. L’iter di investimento abbina l’approccio top-down, in cui si presta attenzione allo sviluppo delle variabili macro e alle aree in cui il governo porterà a termine le sue riforme, con quello bottom-up per selezionare i titoli in cui si combinano analisi fondamentale e quantitativo più lo studio delle valutazioni. Il risultato è un portafoglio concentrato in 50-70 titoli, di cui 40-60 sono rappresentati da compagnie quotate a Hong Kong e 5-10 sono azioni di tipo A del mercato domestico cinese. Per Mio questa combinazione è ideale per battere un mercato fortemente orientato al breve termine (il che può generare forti oscillazioni nei prezzi), di modo che, anche se  l’orizzonte di investimento del fondo è a lungo termine, possono sempre esserci opportunità generate dal momentum.

Schroder China Opportunities
Louisa Lo gestisce questo fondo dal 2013 dall’alto della sua esperienza ventennale nei mercati asiatici. Lo fa grazie al sostegno di 22 analisti che compongono uno dei team che copre la regione con maggior profondità. La filosofia di Schroder China Opportunities è la ricerca della crescita, soffermandosi su compagnie che possono beneficiare dell’evoluzione del consumo interno cinese, senza trascurare le valutazioni. La selezione delle compagnie si focalizza su quei titoli in cui il rendimento di investimento superi il costo ponderato della leva finanziaria o sia in procinto di farlo (ROI>WACC). Gli analisti elaborano un rating delle compagnie che va da 1 a 4, dove 1 viene assegnato a quelle che hanno più possibilità di battere il benchmark, l’MSCI China Index, e le loro concorrenti. Il portafoglio finale comprende tra i 40 e i 90 titoli.

 

Autore della foto: Dorli Photography, creative commons. 

 

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