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Consiglieri del risparmio, figure e tappe del nuovo albo


Tra pochi mesi dovrebbe essere pienamente operativo il nuovo albo dei consulenti finanziari, che si distingue in tre sezioni: consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, consulenti finanziari indipendenti e società di consulenza finanziaria. “Di fatto, un albo che racchiude tutti i consiglieri del risparmio sotto lo stesso tetto”, spiega  a Funds People Antonio Tognoli, consigliere dell'AIAF, l'Associazione italiana degli analisti e consulenti finanziari.

In particolare,  i promotori finanziari diventeranno i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. “Per loro, che hanno un mandato di gestione da parte di una banca-rete, non dovrebbe cambiare nulla -  commenta Tognoli  - Nasceranno, invece, i consulenti finanziari indipendenti, che consiglieranno ai propri clienti la migliore asset allocation o il mix particolare di prodotti in cui investire, in base al profilo rischio/rendimento di ogni investitore, e saranno pagati a parcella, come un qualsiasi professionista (medico, avvocato etc). Infine, il terzo pilastro del nuovo albo: non singoli individui, ma società di consulenza finanziaria”. 

Anche in Italia i risparmiatori potranno quindi avvalersi di un consulente indipendente che suggerisca loro la migliore allocazione delle risorse finanziarie, sulla base delle proprie aspettative di rischiosità e di rendimento. “Siamo convinti che nel mercato dei servizi d'investimento la consulenza finanziaria indipendente sia fondamentale per la tutela del risparmio e del risparmiatore. Attività attesa quindi ad assumere gradualmente un ruolo sempre più rilevante”, dichiara Tognoli, che ricorda che la consulenza finanziaria indipendente è una professione regolata dalla MiFID, recepita nel nostro Paese a novembre del 2007. “Si tratta di un professionista che studia i mercati finanziari e le varie alternative di guadagno che da esso può trarre, spiegando ai propri clienti quali possono essere i profitti, i rischi e i costi”, prosegue il consigliere dell'AIAF, che aggiunge che  “la sua professionalità è pagata a parcella, come un qualsiasi professionista (medico o avvocato)”. Un buon consulente finanziario sa capire quindi bene le esigenze del cliente, in modo da cogliere velocemente il rendimento che una persona vuole trarre dall’investimento del proprio capitale e quanto è disposto a rischiare. 

Ma a che punto è il nuovo Albo?  “Lo scorso 2 luglio, la Camera ha approvato  la Legge di delegazione Europea 2014, che il Senato aveva già fatto a metà maggio. Essa si compone di 21 articoli e 2 allegati. In particolare – spiega Tognoli - l’articolo 9 fissa i principi e i criteri direttivi per l’esercizio della delega dell’attuazione della direttiva conosciuta come MiFID II (2014/65/UE) e l’applicazione del regolamento MiFIR (600/2014)”. Il consigliere dell'AIAF  aggiunge poi che le disposizioni prevedono che l’adeguamento debba avvenire attraverso l’aggiornamento del TUF, lo stesso che ha istituito l’Albo unico dei promotori finanziari e che il termine per il recepimento è stato fissato al 3 luglio 2016. Inoltre, la Commissione Finanze del Senato ha approvato, poco prima della pausa estiva, un emendamento al disegno di legge per la riorganizzazione dell’attività di consulenza finanziaria che prevede l’avvio del nuovo albo unico dei consulenti finanziari.

 Il nuovo albo sarà tenuto dall’APF, organismo privato per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari. Si tratta di un organismo  che è stato istituito nel luglio 2007, che è dotato di autonomia finanziaria, statutaria e organizzativa e che ha sostituito la Consob, alla quale rimane comunque tutta l’attività di vigilanza nei confronti degli iscritti e il potere di indirizzo dell’APF stesso. 
Nell’attesa dell’albo unico, intanto, AIAF non è rimasta ferma. “È del 2014 la modifica della denominazione dell’associazione che comprende ora anche i consulenti finanziari”, ricorda Tognoli, che poi prosegue dicendo che l'AIAF si pone infatti da sempre quale associazione di “tecnici della finanza” le cui professionalità sono in grado di soddisfare le molteplici esigenze di un mondo finanziario in continua evoluzione.

Il messaggio ai consulenti finanziari del futuro è chiaro: la capacità di stare sul mercato si giocherà soprattutto sul terreno di una irrinunciabile preparazione tecnica. E un’associazione di tecnici di elite, come l'AIAF, con oltre 40 anni di confronto con i mercati finanziari alle spalle, ha le credenziali  per rispondere a questa  esigenza che farà la differenza nel prossimo futuro. “L'AIAF offre ai consulenti finanziari, siano essi liberi professionisti, dipendenti di banche o intermediari finanziari, la preparazione tecnica e professionale adeguata a svolgere il ruolo di consigliere del risparmio che – puntualizza Tognoli -  è una funzione di pubblica utilità e come tale tutelata. E tale evoluzione non sconfessa ma avvalora le radici dell'Associazione nell’analisi finanziaria, presupposto indispensabile per una consulenza professionale ed efficace”.

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