Come stanno gli emergenti?


Finora, il 2017 si è presentato come un anno favorevole per i mercati emergenti. L’indice MSCI EM NR (USD) ha fatto registrare una performance YTD pari al +28,29%, più del doppio rispetto all’MSCI World NR (USD), pari al +13,93%. Luglio in particolare ha evidenziato un’ulteriore forte spinta verso l’alto da parte di questi mercati, dove il relativo suddetto indice ha guadagnato oltre il 5% nel solo mese. Tali movimenti sono andati di pari passo con un nuovo forte calo del dollaro USA e un sensibile rialzo dei prezzi delle materie prime. I dati sull’inflazione sorprendentemente deboli negli USA e le recenti dichiarazioni della presidente della banca centrale USA Yellen hanno spinto nettamente al ribasso il dollaro statunitense, contribuendo ad un ulteriore impulso ai corsi azionari nei Paesi emergenti.

Da Raiffeisen Capital Management spiegano come con il recente rialzo dei corsi, l’indice MSCI EM ha rotto il trend al ribasso, seguito ai massimi storici del 2007. Secondo gli analisti dell’asset manager, nel medio termine, ciò potrebbe comportare altri aumenti dei corsi. Tuttavia, esistono anche alcuni punti che invitano alla prudenza, almeno nel breve periodo dove, da un lato, il sentiment di mercato sembra nel frattempo molto ottimistico. I rialzi dei corsi finora si sono manifestati soprattutto in due settori, vale a dire in quello dell'information technology e, con un certo distacco, nel settore del consumo ciclico.

Inoltre, gli andamenti del dollaro, dei tassi d’interesse USA, dei dati sull’inflazione e delle azioni americane sembrano al momento contrastanti, fanno sapere gli analisti, dove le quotazioni azionarie segnalano una forte crescita dei fatturati e degli utili societari. La debolezza del dollaro, i rendimenti delle obbligazioni statunitensi, che continuano a essere bassi, e i tassi d’inflazione piuttosto stagnanti indicano, tuttavia, il contrario. “Ciò significherebbe o un’imminente fine della svalutazione del dollaro o sorprese negative riguardo agli utili societari USA nei prossimi trimestri. Entrambi comporterebbero problemi per i corsi azionari nei Paesi emergenti. Inoltre, la crescita delle esportazioni dei mercati emergenti asiatici sembra avere superato per ora il suo apice. La crescita dell’economia cinese continua a essere solida, dovrebbe, tuttavia, subire un rallentamento nei prossimi mesi, con relative conseguenze per molti altri Paesi emergenti”, spiegano dalla società austriaca, in quanto, almeno nel breve periodo, potrebbero quindi manifestarsi movimenti contrari e correzioni delle valute e delle azioni degli emerging markets. “Ciò nonostante, il quadro di medio e lungo termine è ancora positivo, sia per i mercati azionari che per le valute dei Paesi emergenti, ma nei singoli casi si possono naturalmente registrare notevoli differenze da Paese a Paese”, affermano gli esperti.

World

Performance a 10 anni MSCI World NR (USD) vs MSCI EM NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

Un quadro emergente

Per quanto concerne la Cina, a prima vista, per Raiffeisen CM, l’economia del Dragone continua ad essere molto solida; la crescita economica (+6,9% p.a.) nonché le vendite al dettaglio e la produzione industriale ultimamente sono state addirittura di nuovo superiori alle aspettative degli analisti. Eppure, un’analisi più attenta evidenzia segnali abbastanza forti di un rallentamento della crescita nei prossimi trimestri. L’elemento cruciale è il sistema finanziario, specialmente la concessione del credito. I costi di finanziamento più alti e il più difficile accesso ai crediti per la classe media rallenteranno le attività economiche. “Già a maggio le restrizioni sul mercato immobiliare hanno messo sotto pressione gli investimenti immobiliari. Se questo trend dovesse continuare, nei prossimi trimestri colpirà maggiormente il settore edilizio che finora è stato il motore della crescita economica. La maggior parte degli osservatori e investitori presume che il governo intervenga con degli stimoli in caso di un rallentamento troppo forte e, se necessario, scenda in campo se dovessero esserci eventuali problemi nel settore finanziario. Molto probabilmente questa ipotesi è corretta, anche se Pechino al momento trasmette un messaggio opposto”, sostengono gli analisti.

Chin

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI China NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

In India, dal 1 luglio 2017, si sta portando avanti la più grande riforma fiscale dalla conquista dell’indipendenza di 70 anni fa. A detta della casa di gestione, il suo obiettivo è quello di creare finalmente un vero mercato unico all’interno dell’Unione indiana. Inoltre, in questo modo, viene significativamente allargata la base imponibile, dove il suo potenziale positivo di lungo termine per i conti pubblici e la crescita economica viene ampiamente riconosciuto. I suoi effetti a breve termine, invece, sono per gli analisti molto meno chiari. A ciò contribuisce, da un lato, la lentezza burocratica nel Paese, che conta 1,3 miliardi di abitanti. “Come da attese, la banca centrale nel frattempo ha abbassato dello 0,25% il tasso guida, portandolo al 6%, dato che l’inflazione da tempo si trova sotto il suo valore obiettivo. Nel mese di luglio, l’indice BSE Sensex ha registrato un forte rialzo dei corsi del 5% circa, in linea con il trend globale nei Paesi emergenti, e, di conseguenza, ha toccato nuovi massimi record”, affermano dalla società.

Indi

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI India NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

Per quanto concerne il Brasile, secondo gli analisti, il presidente Temer può al momento tirare un sospiro di sollievo. Nonostante i sostanziali e abbastanza convincenti segnali di corruzione (dichiarazione delle autorità inquirenti), la maggioranza della Camera Bassa a inizio agosto ha votato contro un procedimento per corruzione davanti alla Corte Suprema. Il parlamento in questo modo è andato contro la volontà di - secondo i sondaggi - circa l’80% dei brasiliani. Soltanto nell’inchiesta attuale sulla corruzione denominata “autolavaggio” (lava jato), la più grande nella storia del Brasile, sono più della metà i senatori - nonché rispettivamente un terzo della Camera Bassa e dell’attuale governo - a essere concretamente sospettati di corruzione. “In termini economici c’è stato poco di positivo. La produzione industriale è salita leggermente, in compenso sono calate le vendite al dettaglio. Il tasso di disoccupazione è leggermente diminuito, ma ciò dovrebbe essere quasi esclusivamente dovuto alla nuova espansione del settore informale. Nel frattempo, la banca centrale continua a tagliare a pieno ritmo i tassi d’interesse e, a luglio, l’indice Bovespa è salito di quasi il 5%, anche in questo caso in linea con il trend globale dei Paesi emergenti”, spiegano dalla casa.

Barz

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Brazil NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

In Russia invece, i dati sulla produzione industriale mostrano una crescita del 9% circa nel secondo trimestre 2017, secondo gli analisti di Raiffeisen CM, l’aumento più significativo da sette anni. In termini nominali, anche i salari sono saliti sensibilmente del 7% circa (2,8% in termini reali, dati di maggio rispettivamente). “Per l’economia russa è stato senza dubbio positivo anche il netto rialzo del prezzo del petrolio (+8%). Nonostante ciò, i mercati azionari russi hanno registrato guadagni inferiori alla media e il rublo ha addirittura perso valore contro un dollaro altrimenti debole nel confronto mondiale. Il motivo sarebbe da ricercarsi a Washington, dove il parlamento USA ha imposto nuove sanzioni contro la Russia e, di conseguenza, ha convertito in legge a tempo indeterminato il decreto sulle sanzioni dell’ex presidente Obama. In realtà, le sanzioni hanno più probabilmente l’obiettivo di spianare la strada in Europa all’olio di scisto USA, meno competitivo sul piano dei prezzi, e rendere impossibile un eventuale avvicinamento del presidente Trump alla Russia. Il premier Medvedev parla di una “guerra commerciale di vaste proporzioni degli Stati Uniti contro la Russia” e che, di conseguenza, sarebbero svanite le speranze di un miglioramento dei rapporti con la nuova amministrazione americana. In tale contesto, il MICEX a Mosca ha guadagnato circa il 2% a luglio, l’indice RTS in dollari USA invece ha chiuso quasi invariato”, fanno sapere dall’asset manager.

Russ

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Russia NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

In Turchia, la situazione politica interna si è per il momento stabilizzata, l’economia e gli utili societari crescono significativamente. Dopo un quarto trimestre 2016 molto debole, quest’anno, la lira riesce ad affermarsi abbastanza bene soprattutto nei confronti del dollaro ameriano. Il calo rispetto all’euro è dovuto più alla forza di quest'ultimo che alla debolezza della lira. Il mercato azionario turco ha già parzialmente anticipato gli sviluppi positivi e, con un guadagno da inizio anno di quasi il 40% (in valuta locale), questo è tra i più forti a livello mondiale. L’indice sta quotando sui massimi storici (bisogna però tener conto anche della forte svalutazione della valuta), e il movimento di mercato è ancora modesto con un P/E di 8-9. In particolare un calo duraturo dell’inflazione e una diminuzione dei tassi d’interesse potrebbero influenzare positivamente le borse dopo una lunga fase di elevata inflazione.

Turch

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Turkey NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

“Dopo un lungo braccio di ferro, la Grecia ha infine ottenuto altri 8,5 miliardi di euro dal cosiddetto ‘terzo programma di aiuti’, di conseguenza, nel mese di luglio, il Paese è riuscito a emettere con successo un’obbligazione per la prima volta dal 2014. Notizie positive giungono anche dalla produzione industriale e dal turismo. Dopo il forte rialzo di giugno, il mercato azionario greco si concede una pausa, dove nel mese di luglio ha ceduto leggermente”, spiegano gli analisti.

Grec

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Greece NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

Infine, per quanto riguarda i CE-3, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita superiore alla media per la Polonia sia nel 2017 che nel 2018, sostengono gli analisti di Raiffeisen CM, dove le prospettive di lungo periodo impongono, tuttavia, diverse sfide, in particolare a causa di una struttura demografica molto sfavorevole.

Pol

Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Poland NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

In Repubblica Ceca, il governo ha nettamente alzato a oltre il 3% la sua previsione di crescita per il 2017. L’inflazione è lievemente calata nell’ultimo periodo, ma continua a essere superiore al valore obiettivo della banca centrale. A inizio agosto, per la prima volta dal 2008, la banca centrale ha pertanto aumentato leggermente il tasso guida, dallo 0,05% allo 0,25%.

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Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Czech Republic NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

“Sembra invece che in Ungheria l’inflazione abbia già superato il suo apice (ultimamente è di nuovo scesa sotto il 2%). Anche la produzione industriale rimane solida, mentre il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso (ora è soltanto al 4,3%). In definitiva, i mercati azionari della regione a luglio hanno guadagnato, tuttavia, meno della media dei Paesi emergenti. In Polonia e in Repubblica Ceca, gli indici azionari sono cresciuti rispettivamente del 3% circa, mentre in Ungheria di quasi del 2%”, concludono da Raiffeisen. 

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Performance a 10 anni MSCI EM NR (USD) vs MSCI Hungary NR (USD). Fonte: Morningstar Direct.

I fondi Raiffeisen Capital Management con marchio Funds People 2017

Fondo Categoria Morningstar Patrimonio (in euro) YTD Rend. % a 3 anni (in euro) Rend. % a 5 anni (in euro) Marchio Funds People
Dachfonds Südtirol EAA Fund EUR Cautious Allocation - Global 304.429.796 -0,68 2,48 3,90 C
Raiffeisen 301-Euro Gov Bonds EAA Fund EUR Government Bond 432.902.290 -0,38 2,34 4,48 C
Raiffeisen 902-Treasury Zero II EAA Fund EUR Government Bond 266.728.844 -0,12 2,44 5,22 C
Raiffeisen-Nachhaltigkeit-Mix EAA Fund EUR Flexible Allocation - Global 429.231.830 -0,13 4,80 5,55 C

Performance YTD, annualizzata a 3 e 5 anni dei fondi Raiffeisen Capital Management con marchio Funds People 2017. Fonte: Morningstar Direct.

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