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Come sta il mercato azionario italiano


Uno dei temi più ricorrenti di questo 2017 riguarda la questione politica a livello globale. Secondo Marco Nascimbene, gestore di Ersel, l’anno si è aperto all’insegna di timori legati soprattutto all’esito delle prossime elezioni francesi e di quelle italiane, che potrebbero vedere l’affermazione del M5S. Preoccupazioni che hanno provocato un allargamento dello spread tra il BTP e il Bund tedesco con conseguente aumento del nervosismo sui settori finanziari ma che, per quanto riguarda la parte fondamentale, hanno avuto effetti piuttosto marginali sull’indice che ha mantenuto le posizioni di fine 2016.

L’esperto passa in rassegna i principali settori del mercato azionario italiano, focalizzandosi sugli eventi che recentemente li hanno caratterizzati, partendo dalla situazione delle banche. La notizia principale è sicuramente l’aumento di capitale di Unicredit che si concluderà a fine mese e che, come afferma Nascimbene, “ha avuto un certo peso sul settore, date le notevoli dimensioni dell’aumento stesso”. Se si guarda ai risultati del settore bancario sono presenti ancora notevoli accantonamenti su crediti che hanno pesato sui bilanci delle banche stesse, ma si intravede comunque una soluzione con la riduzione del peso delle sofferenze sul totale degli attivi bancari (per Unicredit grazie all’aumento di capitale, per le altre banche con accantonamenti progressivi e per il Monte dei Paschi con l’intervento del fondo statale che ricapitalizzerà la banca).

Nonostante le evidenti difficoltà che hanno caratterizzato il settore, tuttavia, da Ersel ritengono che si possa comunque iniziare a guardarlo con un’ottica più positiva proprio perché alcune delle problematiche principali stanno trovando una loro soluzione.

Passando al settore assicurativo, invece, la notizia di inizio anno è la possibilità di un’offerta che Intesa sta studiando su Generali, un evento che ha risvegliato l’interesse sul settore assicurativo, dimostrando inoltre che anche in ottica europea la possibilità di un consolidamento di operazioni straordinarie è presente e potrà andare avanti nel corso dell’anno.

I risultati di fatturato e marginalità per quanto riguarda il settore industriale sono stati generalmente buoni nel 2016 ma le aspettative sul nuovo anno sono prudenti. Tuttavia, dalla società esprimono la volontà di rimanere investiti sul settore guardando alle società di buona qualità e posizione competitiva che possano offrire prospettive migliori.

Per quanto riguarda il settore delle utilities, si dicono prudenti su quelle regolate che, pur avendo dividendi interessanti, risentono dell’aumento dei tassi - seppur graduale - che mina i fondamenti delle valutazioni mentre sono più ottimisti sulle municipalizzate e in generale sui produttori di energia elettrica. L’aumento dei prezzi dell’energia avviato a fine 2016 e che sta continuando tuttora aiuta i conti delle società e anche qui si scorgono possibilità di aggregazione tra le singole municipalizzate.

Sul settore petrolifero, infine, dopo il recupero dell’anno scorso del prezzo del petrolio ci sono spazi di rialzo e i fondamentali per quanto riguarda i titoli italiani sono comunque positivi.

L’esperto conclude che nonostante tutte le evidenti preoccupazioni, il mercato azionario italiano non perde il suo fascino viste le possibilità di aggregazione nei vari settori, l’avviamento della soluzione del problema bancario e l’interesse suscitato negli investitori sia italiani sia stranieri dalle società a media e piccola capitalizzazione.  

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