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Come si presenta il 2016 per le obbligazioni high yield USA?


Un 2014 debole, soprattutto nella seconda parte, un inizio del 2015 con ottime prospettive ma ancora un finale deludente. Come si presenta il 2016 per le obbligazioni high yield? Sebbene ad inizio anno le aspettative di mercato era favorevoli per il settore high yield, il 2015 si è concluso in negativo per questa categoria. “Il principale driver della scarsa performance dell’high yield nel 2015 è stato la debolezza del settore delle commodity” afferma Tom Price, senior portfolio manager del Wells Fargo US Short-Term High Yield Bond Fund di Wells Fargo AM. La caduta del prezzo del petrolio sotto i 40 dollari e la paura di bassi prezzi dell’energia e di altre materie prime dovute ad una minore domanda da parte della Cina hanno fatto il resto. "Rimaniamo costruttivi sull'economia degli Stati Uniti nel 2016 e prevediamo che i tassi di default rimarranno al di sotto della media, sempre escludendo i settori delle materie prime. Il rischio principale per la nostra prospettiva è la performance dei settori delle commodity. Ulteriori rischi includono un rallentamento dell'economia degli Stati Uniti, notizie negative dalla Cina e l'impatto di un ulteriore inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve.

Jennifer Ponce de Leon, gestore di portafoglio e responsabile high yield USA di Columbia Threadneedle Investments  considera che "questa asset class rappresenti un'opportunità d'investimento relativamente interessante, poiché le valutazioni offrono ormai una remunerazione adeguata per gli attuali rischi del mercato. Pur rimanendo cauti per il 2016, siamo ancora ottimisti nei confronti di gran parte delle opportunità offerte dal mercato high yield e non collegate alle materie prime. I fondamentali creditizi restano adeguati e depongono a favore dell'asset class alla luce di una crescita degli utili ragionevole, di bassi tassi d'insolvenza, dell'accesso al capitale con tassi non eccessivi e di multipli enterprise value solidi, ma in calo, a sostegno dei livelli d'indebitamento". E continua: "La combinazione tra rischi geopolitici elevati, incremento della volatilità, diminuzione della liquidità e inasprimento dei criteri di erogazione del credito finirà per essere trasmessa al mercato. Di conseguenza, il rischio dovrebbe sottoperformare e l'accesso al capitale dovrebbe essere in discussione per gli emittenti più rischiosi, con la possibilità di causare una spaccatura del mercato".

E per gli high yield europei?

"Gli european high yield ci appaiono attualmente come la luce più luminosa nell'universo del credito a livello globale", dice Peter Aspbury, portfolio manager di J.P. Morgan Asset Management che continua a essere rialzista nei confronti degli high yield europei. E fra le buone ragioni per continuare a comprare il gestore cita, ad esempio, il credit clock che è ancora favorevole. "Semplicemente, è un comparto più favorevole nel ciclo del credito rispetto al mercato high yield americano". Inoltre secondo Aspbury "la qualità del credito delle nuove emissioni di debito è solida,  i tassi di default dei titoli europei ad alto rendimento rimangono molto bassi e gli high yield europei rimangono relativamente isolati dalle turbolenze dei settori dell'energia e delle materie prime". E conclude dicendo che "la qualità sottostante degli european high yield è forte e in miglioramento, molti titoli stanno infatti vedendo un trend di upgrade".

 

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