Come sarà il prossimo quantitative easing?


È ancora incerto il destino di una manovra di quantitative easing legata all’acquisto dei titoli governativi. “L’opposizione tedesca, tanto quella politica quanto quella della Bundesbank, e ora anche l’esplicita riserva da parte di altri governatori dell’Europa centrale rendono quella di un prossimo QE una strada ancora politicamente difficile. E Draghi non potrà fare marcia indietro visto che il mercato sconta dei tassi che implicitamente tengono conto che prima o poi gli acquisti ci saranno”, commenta Paolo Longeri, ufficio studi di Consultinvest SGR. Continua: “non possiamo, infatti, escludere a priori che gli acquisti si faranno, ma lo crediamo realistico solo se la situazione di alcuni Paesi periferici in difficoltà, con il raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità, dovesse mettere a rischio la tenuta dell’euro. Allora l'incentivo, anche per Berlino, sarebbe forte. Inoltre non dobbiamo dimenticare che pende il giudizio della Corte Europea di Giustizia sulla Omt che dovrà essere espresso entro la metà del 2015”. 

E conclude: “ci pare invece molto più probabile che la BCE, non riuscendo con facilità ad espandere il proprio bilancio con solo gli ABS e i Covered Bonds (solo 10,3 miliardi di euro in 6 settimane d’interventi), sia costretta ad estendere l’attuale credit easing ai titoli di debito delle banche (debito senior) nel prossimo futuro. Una pratica più facile da gestire visto che ora ne ha anche la supervisione. Se invece ci sbagliamo e ci saranno gli acquisti, crediamo ci siano pochi margini per fare in modo diverso dal rispettare i rapporti dei Key Capital della BCE (ovvero un pro quota del PIL dei singoli Paesi) e per quel che riguarda la Target Maturity degli acquisti di QE riteniamo che - dati gli attuali livelli - sia più sensato acquistare le parti lunghe o extra lunghe. In effetti il mercato punta a pre-posizionarsi proprio su quelle”.

 

Professionisti
Società

Altre notizie correlate


Anterior 1 3

La BCE lancia il QE

Acquisti di asset pubblici e privati per 60 miliardi al mese, fino alla fine di settembre del 2016. L'annuncio è arrivato dal presidente Mario Draghi, di fronte a una dinamica dell'inflazione che continua a essere più debole del previsto.

Anterior 1 3

Prossimi eventi