Come gestire l'azionario europeo e dormire sonni tranquilli


Serge Pepin, specialista di prodotto nel mercato azionario di BMO Global AM, con quasi trent'anni di esperienza alle spalle, racconta a Funds People la storia di due scommesse su cui la società canadese ha puntato: il F&C European Small Cap Fund e il F&C European Growth & Income. Si tratta di due prodotti entrambi posti nel primo quartile per rendimento a tre e cinque anni e nel secondo quartile per rendimento a un anno."Gestiamo il fondo con la stessa filosofia, lo stesso approccio d'investimento e la stessa squadra sia per le grandi società che per le piccole. La chiave sta nello scommettere su aziende di qualità, con vantaggi competitivi", anticipa Pepin.

Il team di gestione che si occupa di entrambi i fondi è costituito da undici persone: la società di gestione incoraggia il lavoro collaborativo, come la partecipazione di tutti nella creazione e nello scambio di idee attraverso una serie di incontri settimanali. "Il nostro approccio è value, lavoriamo con lo stesso stile di Warren Buffett. Il margine di sicurezza è fondamentale per noi, prima di tutto analizziamo il rischio di cadute", dice lo specialista. Il margine di sicurezza varia da titolo a titolo, ma sempre seguendo la filosofia value di acquistare asset al di sotto del loro valore intrinseco e abbastanza a buon mercato - misurato dallo sconto su cash flow - da compensare il rischio di perdite. Gli esperti di BMO si dicono pazienti, anche se ovviamente meno di Buffett: "I fondi hanno portafogli molto concentrati, con circa 50 titoli, e il tasso di rotazione è molto bassa, intorno al 20%".

Per evitare trappole, Pepin afferma che il team di gestione cerca di capire la posizione del mercato, la valutazione e il margine di sicurezza delle aziende: "Applichiamo la stessa analisi consistente per evitare trappole e, se ci troviamo di fronte a una di queste, cerchiamo di riconoscerla rapidamente per rimuoverla dal portafoglio", aggiunge. 

Europa, il giusto posto dove investire

Entrambi i fondi seguono un processo di selezione bottom-up che può portare loro a condividere idee di investimento, ma in ogni caso sono nomi che sono stati precedentemente analizzati in modo molto completo: "Analizziamo le società fino alla morte", scherza l'esperto. "Abbiamo un nostro modello di studio che può richiedere fino a tre mesi di tempo, prima che si decida di acquistare, ci piace conoscere tutti i dettagli della società", dice Pepin. Alcuni degli aspetti che rientrano in questi studi - la cui lunghezza può raggiungere 10 o 15 pagine - sono ad esempio il segmento di mercato, la storia dell'azienda, la capacità del consiglio d'amministrazione o la percezione che hanno dell'azienda altri competitors. "Il nostro approccio è molto conservatore, e ci permette la notte di fare sonni tranquilli", sorride l'esperto. "Sappiamo che ci sono dei rischi, ma li riduciamo al minimo".

"Monitoriamo i cicli di mercato, perché sono un grande indicatore per individuare quale tipo d'azienda potrà beneficiarsi in ogni fase. La nostra opinione è che i cicli sono sempre gli stessi, oscillano tra l'eccessivo pessimismo e l'eccessivo ottimismo. La differenza sta nella durata di ogni ciclo", continua l'esperto. "Oggi usciamo da una fase di eccessivo pessimismo in Europa. La correzione estiva innescata dalle preoccupazioni sulla Grecia e la Cina è stata una buona occasione per acquistare titoli sottovalutati", aggiunge, sottolineando che, a volte, il team di gestione può individuare delle idee che sono molto contrarian. "Quando arriveremo ad essere troppo ottimisti allora si produrrà un consolidamento dei prezzi e ruoteremo il portafoglio verso un'inclinazione più difensiva. In realtà è sempre lo stesso stile di portafoglio, quello che cambia sono le posizioni sovrappesate e sottopesate", conclude Pepin a riguardo.

L'altro fattore distintivo per entrambi i fondi è che i due sono strutturalmente sottopesati in energia e materie prime. Questa decisione risponde a diverse ragioni. La prima è che nel processo di selezione si pone enfasi sempre in aziende che sono capaci di generare ritorni per gli azionisti e che sono amichevoli con i minoritari, che è una pratica rara in quei settori. Un altro motivo ha a che vedere con la correlazione tra i prezzi delle materie prime e i profitti societari: poiché la specialità del team di BMO è l'azionario europeo e non le commodities, preferiscono evitare questo tipo di aziende. Pepin difende la capacità di entrambi i prodotti in questo contesto di mercato: "Stiamo dicendo agli investitori che l'Europa è il posto dove investire. I fondamentali sono molto forti, e crediamo che il QE della BCE farà la differenza e seguirà un modello simile al QE degli Stati Uniti, cosa che rappresenta una tendenza a lungo termine. La ripresa in Europa sarà molto graduale ma sostenibile, proprio grazie all'appoggio della BCE".

Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi