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Come gestire il rischio


Commento a cura di a cura di Marco Jean Aboav, macro portfolio manager in MoneyFarm.

Il rischio, per quanto antipatico agli investitori meno esperti, è una delle variabili fondamentali che muove i mercati e condizionano il successo dell’investimento. Chi investe consapevolmente sui mercati sa di mettere a rischio il suo capitale, ma poi è in grado di gestire i momenti di maggiore volatilità come quelli che stanno caratterizzando quest’anno?

Un 2016 tra alti e bassi

Il 2016 ha visto il susseguirsi di tre importanti momenti di elevata volatilità sui mercati. Il primo, in gennaio in seguito alla revisione al ribasso delle stime di crescita della Cina; il secondo, in giugno dopo la vittoria del fronte Brexit al referendum in Gran Bretagna e, infine, il terzo, a settembre quando dopo un’estate piatta, i segnali delle banche centrali di non continuare una politica monetaria accomodante, hanno risvegliato i sopiti timori degli investitori.

Le banche centrali intervengono con l’acquisto di bond o, addirittura, come nel caso giapponese, di azioni, ma cosa possono fare gli investitori per valutare al meglio il contesto e gestire momenti di particolare volatilità? Di sicuro si deve partire dal presupposto che la volatilità non sempre è nemica, può essere l’occasione per nuove opportunità di acquisto e per chi ha investito in una strategia di lungo termine e in un portafoglio ben diversificato, non rappresenta un grosso problema. Basti pensare ai ritorni interessanti post Brexit in tutte le asset class. L’investitore emotivo avrebbe chiuso le posizioni sbagliando, come accaduto a molti anche in gennaio, il peggior inizio di sempre per l’indice S&P500.

Gestire la volatilità: prevenire è meglio che curare

Quest’anno l’osservato speciale sono le valute. La volatilità che quest’estate ha interessato la componente valutaria (soprattutto sulla sterlina) ha ricordato agli investitori che comprendere il rischio nelle valute è tanto importante quanto comprendere quello delle azioni o delle obbligazioni. Inoltre, i prossimi mesi saranno molto probabilmente caratterizzati da una nuova fase di volatilità, pertanto è bene evitare di farsi cogliere impreparati.

A novembre sarà la volta delle elezioni presidenziali degli USA di e a dicembre del referendum costituzionale in Italia. Se dalle presidenziali ci aspettiamo un impatto minimo sui mercati, almeno nel breve termine (a nostro avviso serviranno circa due anni prima che si possano misurare gli effetti), non possiamo dire altrettanto del referendum italiano. L’esito del referendum potrebbe infatti avere delle conseguenze politiche tali da ripercuotersi sui mercati nel breve termine in maniera più evidente, per questo motivo abbiamo ridotto considerevolmente l’esposizione all’Italia nelle obbligazioni governative.

Ad ogni modo le regola madre per gestire la volatilità è avere il giusto mix di asset class in portafoglio e assicurarsi di mantenere, di volta in volta, in base al contesto, un livello di rischio adeguato. I nostri portafogli sono ampiamente diversificati in termini di asset class, aree geografiche e valute, così da poter sostenere diverse fasi di mercato e mitigare gli effetti della volatilità. In alcuni casi è il momento di andare alla ricerca di rendimenti, in altri di assumere posizioni più conservative. E al momento abbiamo un profilo di rischio conservativo nei portafogli proprio perché il nostro obiettivo, in questa fase di mercato, è preservare. Tuttavia, eventi esogeni come il referendum in Italia, potrebbero offrire interessanti opportunità di investimento nei prossimi mesi.

Siate razionali

Il vero rischio per gli investitori è quello di perdere parte del capitale investito, ecco perché il cuore di ogni strategia di investimento efficiente dovrebbe essere la tutela del suo valore nel tempo. Dato il contento economico, è facile farsi convincere dalle sirene di chi offre ritorni irrealizzabili; bisogna essere il più possibile razionali e focalizzarsi sui propri obiettivi mettendo a rischio quello che ci sentiamo di perdere a fronte di un ritorno potenzialmente molto migliore del peggior investimento che si possa fare oggi, un conto deposito o peggio ancora avere i propri risparmi su un conto bancario.

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