Come deve procedere un gestore obbligazionario per non dover dipendere dal giudizio delle agenzie di rating?


La  quantità di cambi di ratings vissuta in tempi recenti è stata importante. La crisi finanziaria ed economica scatenatasi nel 2008 in tutto il mondo ha fatto si che le tre principali agenzie di rating del credito abbassassero il voto a molti paesi, soprattutto ai periferici in cui la valutazione negativa è stata particolarmente accentuata nel caso di mercati come quello spagnolo, italiano, irlandese e soprattutto greco. Tuttavia, anche paesi che in precedenza godevano di tripla A hanno perso questo distintivo. I casi più noti sono quelli di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti che nel mese di agosto 2011, hanno visto per la prima volta nella loro storia, come S&P ha abbassato il rating del debito a AA+. Tuttavia, sembra che da allora la situazione si sia stabilizzata e la tendenza cominci a invertirsi.

In primo luogo, la valutazione dei paesi periferici continua a migliorare. "Le agenzie di rating hanno accelerato la revisione al rialzo del giudizio dei paesi della periferia europea, una situazione che ci aspettiamo che continui", dicono gli esperti di Generali Investments Europe nella loro relazione Focus on markets: sovereign rating monitor (leggi il pdf allegato in basso).  Per quanto riguarda il nucleo di paesi  Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo e Finlandia mantengono ancora una valutazione alta,  così come i paesi del G-7. "Una riduzione prolungata negli squilibri di bilancio è benvenuta, ma il fatto che il recupero dell'economia sia stato trainato dal debito deve essere attentamente monitorato, soprattutto nel caso del Regno Unito" sottolinea la società del leone. Nel frattempo, la situazione nei paesi emergenti si è stabilizzata dopo le recenti turbolenze. Molti avevano saltato la fase di investment grade, anche se questa situazione è stata rallentata dai recenti sconti a cui sono stati sottoposti paesi come il Brasile o la Russia (vedi tabella).

Ma fino a che punto il giudizio espresso dalle agenzie di rating è utile per un gestore di fixed income? È evidente che S&P, Moody’s e Fitch hanno la capacità di muovere il mercato con le loro opinioni e la valutazione che danno ha una chiara influenza nel modo in cui viene visto il debito emesso dal governo in questione da parte degli investitori. Mickael Benhaim, responsabile globale di Fixed Income presso Pictet AM, ricorda che ciò che le agenzie di rating effettivamente misurano è la capacità di un paese di affrontare i suoi obblighi, non la volontà di farlo.  "L'uso di rating creditizio come unico metodo di valutazione di valori può comportare rischi. Tali rating valutano la sicurezza dei pagamenti di capitale e interessi, nessun rischio di valore. La qualità di un debito può cambiare in modo imprevisto e i recenti rating potrebbero non riflettere pienamente i rischi reali. Quindi, l'investitore dovrebbe considerare la capacità di un paese di onorare i debiti, senza distinzione del debito tra paesi sviluppati ed emergenti, che dipende dalla sua capacità di creare ricchezza sostenibile. Per investire nel debito pubblico non è sufficiente la misura del debito pubblico sul PIL. Ad esempio, il debito pubblico sul PIL del Giappone supera il 200%, ma ciò che conta è la capacità e la volontà di ripagare il debito ", dice l'esperto.

Un processo per anticipare il giudizio delle agenzie di rating

L'esperto ritiene che la formula per il successo dovrebbe prendere in considerazione i 70 principali emittenti sovrani e dargli di un peso iniziale in base ai loro fattori di produzione: la popolazione, risorse naturali e  capitale. Il passo successivo è quello di esaminare la loro crescita economica e rapporto del debito sul PIL, il risparmio privato e surplus commerciale e il rischio valutario. Tutto ciò dovrebbe essere completato con un'analisi della governance: la stabilità politica, efficienza di regolamentazione e dei controlli contro la corruzione. I paesi che non soddisfano questi requisiti vengono scartati. Poi si dovrebbero selezionare obbligazioni in base alla  sensibilità alle variazioni dei tassi di interesse, rendimento a scadenza e la liquidità, dando un peso massimo del 10% per ogni paese, al fine di creare un portafoglio finale di debito di qualità da 20 a 30 paesi con la capacità e la volontà di rispettare i loro impegni.

Il grafico sottostante mostra l'attuale rating dei paesi (secondo le opinioni delle tre principali agenzie di rating: S&P, Moody’s e Fitch). In verde, i paesi a cui si è aumentato il giudizio di recente. In rosso, i paesi  a cui si è che abbassato. Tra i 53 paesi presi in esame (le maggiori economie del mondo), 38 hanno un prospettiva stabile 38,12 un outlook positivo (compresi i quattro maggiori paesi della periferia europea: Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo) e solo tre hanno una prospettiva negativa (Brasile, Cile e Croazia).

Files allegati

Società

Altre notizie correlate


Prossimi eventi