Come convincersi della fine dell'era rialzista del mercato obbligazionario? Ecco i consigli del "Re dei bond"


Bill Gross, popolarmente noto come il "re dei bond" ha compiuto 70 anni, e questo anniversario lo ha reso un po' riflessivo. Nel suo ultimo post per il blog di Janus Capital dove pubblica la sua visione mensile del mercato, Gross traccia un'analogia tra la propria vita e il senso di fine dell'evoluzione del mercato obbligazionario: "La sensazione di essere difronte ad un finale è stato menzionata spesso in questi ultimi mesi, applicata ai mercati attivi e al grande mercato al rialzo che ha avuto inizio nel 1981" dice. Ricorda che 34 anni fa le obbligazioni statunitensi erano quotate al 14,5% e il Dow Jones era a 900 punti. Ma anche che, se quell'anno gli investitori avessero cominciato a comprare titoli obbligazionari, ora avrebbero guadagnato 20 volte l'investimento.

Già da molto tempo Gross avverte gli investitori di prepararsi al funerale del mercato rialzista. E ricorda che non è l'unica voce del settore che ha insistito su questo messaggio: lo hanno annunicato investitori come Stanley Druckenmiller, George Soros, Ray Dalio o Jeremy Grantham. "Per loro (e per me), l'attuale mercato al rialzo non ha 35 anni, ma il doppio in termini umani," dice. Critica anche la teoria del New Normal, se si considera che la normalizzazione della politica monetaria "dipende da tutt'altro concetto razionale che una crisi del debito globale possa essere curata con sempre più debito".

Per l'economia globale, che continua a indebitarsi invece di ridurre la leva finanziaria, il percorso verso la normalità sembra bloccato. Elementi strutturali come il New Normal e la stagnazione secolare, che sono il risultato di una demografia invecchiata, l'alto debito sul PIL e lo spostamento tecnologico della forza lavoro, sono fenomeni che sembrano aver impedito la crescita reale nel corso degli ultimi cinque anni e continueranno a farlo", commenta. Un concetto che porta a sua volta ad affermare ancora una volta che massicce iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali non sono riuscite a stimolare la crescita.


La risposta di Gross ai tassi negativi 

A questo punto Gross affronta il fenomeno dei tassi negativi. "Ad un certo punto il buon senso ci farà ammettere che i risparmiatori non vorranno cambiare contanti per obbligazioni, e gli investimenti verranno meno", dice. Inoltre, ricorda che "gli altri prezzi degli asset finanziari sono indissolubilmente legati ai tassi globali, che scontano i flussi di cassa futuri. Cosa che si traduce con un massimo di prezzo dalle fattezze dell'Everest, che è stato scalato con successo, ma dà poco margine di ulteriore di scalata". Propone una visione diversa: se sono stati utilizzati tre miliardi di dollari in obbligazioni della zona euro negoziate in negativo come base per scontare guadagni futuri, allora la questione è fino a che punto possono aumentare i PER dell'Eurozona. "Una volta che l'investitore ha scontato tutti i flussi di cassa futuri allo 0% nominale e forse reale (-2%), l'unico modo per risalire la parte sconosciuta dell'Everest è che la crescita dell'utile acceleri sulla media storica. Sceso questo picco (...) Il credito è a corto di ossigeno ", dice il guru.

Per Gross, l'obbligaziorario si sta avvicinando al punto in cui l'investitore ottiene rendimenti molto bassi, prendendo grandi rischi e questo trova riscontro nelle obbligazioni, negli spread creditizi e nelle valutazioni azionarie, "che hanno portato la ricchezza finanziaria a esaurimento". Questo lo porta a concludere che "un investitore razionale dovrebbe avere percepito già la fine: non un altro crack in stile Lehman, ma un crack dell'entusiasmo di un mercato al rialzo perpetuo".

Cosa dovrebbe fare l'investitore? "Assaporare le restanti opzioni in termini di rischio/rendimento resta essenziale", dice a questo proposito. È quindi necessario, secondo Gross, disporre di un portafoglio senza alcun tipo di restrizione, e di una mente aperta. "35 anni di un mercato al rialzo tendono a infondere un modo particolare di fare le cose per quasi tutti i gestori di asset", dice a questo proposito. Poi chiarisce: "Dal momento che l'apprezzamento del capitale ha dominato rendimenti storici, i gestori tendono a concentrarsi sui settori in cui i profitti sembrano più probabili. Non considerano che un reddito moderatamente leveraged in contrasto con l'apprezzamento è probabilmente un rischio/rendimento alternativo. Dimenticano che l'indice di Sharpe o le informazioni che sono servite a lungo come una pagella per misurare la capacità di generare alpha, sono stati solo in parte in funzione del mercato al rialzo. Dimenticano inoltre che l'industria ha fallito nell'intento di ridurre le commisioni come percentuale degli asset che sono aumentate almeno di un fattore 20 dal 1981. Pensano, quindi, di meritarsi di essere 20 volte più ricchi grazie alle loro competenze, o all'introduzione di tecnologie confuse e a volte distruttive e ai derivati che li hanno portati alla vicenda Lehman e alla Grande Recessione".

Come avere successo nei prossimi 35 anni

"Il gestore di successo dei prossimi 35 anni sarà quello che si saprà reindirizzare alla possibilità di ottenere periodicamente rendimenti annuali negativi e indici di Sharpe minuscoli e che farà uso di decisioni difensive che possono essere sfruttate per generare rendimenti di capitale moderati, al massimo di 300 o 400 punti base", dice chiaro e tondo Gross. Egli cita un sua recente dichiarazione sulla possibilità attuale di essere corti sul bond tedesco: "Allo 0%, il costo di carry è questo, e il tasso di ritorno inevitabile dei tassi all' 1% o 2% diventa un alta probabilità, che porterà ad un 'apprezzamento del capitale' del 15% per un periodo di tempo incerto". 

Poi il noto manager si congeda, con una insinuazione sul tempo che gli rimarrà per essere ancora in prima linea nella gestione di un fondo: "Chissà rimanga attivo per esempio nel 2020 per vedere come finirà tutto questo. Oggi, nel 2015, ho semplicemente la sensazione che sia la fine, la fine di un secolare mercato rialzista con un piagnucolio, non con un'esplosione".

 

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