Com'è cambiato il settore bancario dopo Basilea III?


Dice il proverbio che quello che non ti uccide ti rende più forte. E’ stato chiaramente il caso del settore bancario europeo. Dopo aver superato una crisi che ha messo in discussione la sopravvivenza stessa del sistema e ha promosso l'attuazione di norme più severe in materia di regolamentazione prudenziale – come Basilea III – le banche europee hanno oggi dei bilanci più sani e cuscinetti di capitale più grandi. I livelli di rischio si sono insomma notevolmente ridotti. 

Un recente rapporto PwC spiega di come le banche si siano adattate a questo nuovo contesto normativo. Preparato dal team di analisi dell’Economist (Intelligence Unit) partendo da un esame quantitativo del bilancio aggregato del settore bancario europeo nel periodo 2009-2013, la relazione rileva che le banche europee hanno semplificato il loro business, eliminando le zone di maggior rischio - come la negoziazione in conto proprio, le cartolarizzazioni complesse o contratti derivati OTC - soggette secondo le nuove norme a requisiti di capitale molto più elevati. Questa sorta di “ritorno alle origini” da parte delle banche ha portato ad una riduzione degli asset bancari - che il rapporto stima a un minimo del 3% nel periodo analizzato, pari a quasi mille miliardi e mezzo di euro - e una variazione significativa del mix di attivo ponderato per il rischio (RWA), che hanno ridotto i segmenti degli investimenti e del corporate a favore del credito ipotecario e del debito sovrano.

Gli asset bancari si sono ridotti e il mix è cambiato

Il report sottolinea inoltre che gran parte delle banche europee già soddisfano i requisiti base per il rischio ponderato del capitale (RWC) stabilito da Basilea III e hanno, in generale, coefficienti patrimoniali solidi come quelli delle grandi banche internazionali.

Pare inoltre che si sia rispettato anche l'obiettivo di rafforzare i livelli di liquidità. In particolare, tra il 2009 e il 2013 gli istituti finanziari analizzati per la preparazione della relazione hanno aumentato di almeno il 78% le loro posizioni in denaro liquido o semi liquido, allo stesso tempo hanno ridotto del 38% i prestiti a breve termine. L'Associazione bancaria europea stima che, in media, le banche europee hanno già raggiunto la Liquidity coverage ratio (LCR) imposta da Basilea III, per cui si esige di avere sufficienti assets altamente liquidi al fine di fronteggiare gli impegni dal lato delle uscite in uno scenario di stress su un orizzonte temporale di un mese.  

 La liquidità è aumentata mentre i prestiti a breve termine sono crollati


Tuttavia, nonostante i progressi, non è ancora chiaro se tutte le banche saranno in grado di rispettare al 100% i requisiti di Basilea III e di mantenere la redditività. A questo proposito, il report individua due minacce principali che il settore bancario potrebbe affrontare: gli errori del passato, che ancora ostacolano la situazione degli istituti finanziari e può costringerli a ripensare ai loro modelli di business, e la possibilità  - che molti analisti e investitori danno per certa - che i regolatori impongano nuovi standard, più severi, in futuro.

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