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Cibo e ambiente, ecco i temi al centro dell'azionariato attivo 2015 di Etica SGR


La stagione assembleare 2015 è ormai alle porte e, oltre a dare continuità ai temi trattati gli anni precedenti quali, per esempio, politiche remunerative trasparenti, rendicontazione degli aspetti socio-ambientali, politiche sui diritti umani, Etica SGR concentrerà l’attenzione su quelle tematiche che sono oggetto della manifestazione Expo 2015 di Milano e altresì attualmente al centro delle attività di dialogo condotte da network internazionali quali ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility), CDP (Carbon Disclosure Project) e PRI (Principles for Responsible Investments).
"Porteremo nelle assemblee delle società italiane e internazionali temi legati al 'cibo e all’ambiente'" ha dichiarato Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica SGR,  chiedendo l’adozione di pratiche specifiche inerenti al rispetto dei diritti dei lavoratori nella filiera agro-alimentare, l’utilizzo di ingredienti diversi dall’olio di palma nei prodotti, una comunicazione trasparente in merito all’utilizzo di OGM e pesticidi e l’adozione di sistemi efficaci per la tracciabilità di tutti gli ingredienti. "Inoltre, verificheremo la presenza di obiettivi quantitativi di riduzione dei gas clima alteranti, l’impegno nel calcolo della carbon footprint e un corretto utilizzo delle risorse idriche nei processi produttivi".

“Il dialogo con le aziende è una parte integrante del nostro approccio alla finanza responsabile, crediamo infatti che solo da una conoscenza approfondita e diretta si possa valutare la sostenibilità delle aziende e intraprendere con loro percorsi di miglioramento. Siamo stati tra i primi a introdurre le pratiche dell’azionariato attivo in Italia, superando lo scetticismo iniziale della comunità finanziaria e ottenendo risultati concreti. Quello che proponiamo come investitori responsabili alle imprese è infatti un approccio aziendale più lungimirante, che siamo convinti possa migliorare la sostenibilità economica di lungo periodo delle stesse, generando effetti positivi per tutti i portatori di interesse”, ha aggiunto Alessandra Viscovi.

Gli investimenti SRI nel vecchio continente oggi ammontano a 127 miliardi di euro in gestione e il numero di fondi definiti etici è pari a 957 con Francia e Belgio quali leader europei, mentre in Italia ce ne sono poco più di una dozzina. Negli ultimi anni, in controtendenza con la crisi, gli investimenti SRI confermano una forte crescita, un carattere dinamico e innovativo, sono oggetto di attenzione da parte di policy makers e della società civile dimostrando di suscitare interesse per pratiche aziendali più sostenibili e il riconoscimento di aspetti extra-finanziari nelle decisioni di investimento.

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