Che impatto economico avrà l'esito delle elezioni in Brasile?


Dopo l'India, l'Indonesia e la Turchia, è ora tocca al Brasile affrontare il processo elettorale, mostrando la crescente importanza della politica sulle decisioni di investimento dei gestori di asset dei mercati emergenti. In attesa del secondo turno, previsto per il 26 ottobre, Funds People ha chiesto a Giovanni Buffa, porfolio manager di AcomeA, una valutazione preliminare delle implicazioni economiche che avrà la vittoria dell'uno o dell'altro candidato.
 
"Per capire come le prossime elezioni politche possano impattare il futuro dell’economia brasiliana è necessario fare un update sulla sua attuale situazione macroeconomica", spiega Buffa. "L’economia brasiliana, nei tre anni di governo di Rousseff, è cresciuta mediamente del 2,1% con una crescita stimata per il 2014 praticamente piatta e l’inflazione in ascesa al 6,75%, ben oltre il target della banca centrale (4,5%). Questi numeri sono ben lontani dai tassi di crescita del recente passato (+7,59% nel 2010) ed è quindi logico capire la delusione dei cittadini brasiliani nonostante un tasso di disoccupazione ai minimi dagli anni ‘90". Ma cerchiamo di capire chi sono i due candidati alla presidenza del paese carioca. "Neves, candidato di centro destra, e precedentemente governatore dello stato di Minas Gerais, punta alla ripresa economica attraverso una minor presenza dello stato nell’economia, anche nel settore bancario, un rilancio degli investimenti, ancora bassi se paragonati a quelli degli altri paesi (appena il 18% del PIL), tagli agli sprechi della spesa pubblica e della politica, nuovi accordi commerciali, semplificazione della tassazione e una riduzione del tasso di inflazione. Il programma è quindi molto business oriented ed facile capire il perché del rally del mercato ogni qual volta i sondaggi lo vedano come vincitore", afferma il gestore.
 
"Tuttavia, allo stato attuale delle cose, l’esito delle elezioni è ancora molto incerto: il punto focale è che Rouseff, l'altro candidato, ha dalla sua parte quell’ampia fetta della popolazione (soprattutto nel Nord Est del paese) ancora molto grata alle politiche di welfare del suo partito che ha sostanzialmente creato e fatto uscire dalla povertà un quarto della popolazione brasiliana e che vedono in Neves una possibile minaccia al benessere economico raggiunto", continua Buffa. "Troppo presto dunque per proclamare vincitori o favoriti. In un caso o nell’altro è importante non farsi cogliere dall’euforia nel caso di vittoria di Neves o dallo sconforto nel caso di vittoria di Rouseff: se da un lato infatti i cambiamenti richiesti dal paese richiederanno anni, con una crescita che nel breve potrebbe risentirne (con il rischio sempre presente di execution), dall’altro una eventuale rielezioni di Dilma non rappresenterebbe una scenario apocalittico così come non lo è stata l’elezione di Lula del 2002. La volatilità che probabilemente si manifiesterà nelle prossime settimane dovrà essere gestita saggiamente" conclude l'esperto.
 
 
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