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CFO SIM, visione di un family office globale


L’idea di Andrea Caraceni, amministratore delegato di CFO SIM è molto chiara: “essere pioniere di un family office globale”, racconta a Funds People. D’altronde il mondo sta cambiando, il mercato è sempre più europeo (e non solo) e con esso anche le esigenze della clientela. Per l’ad insomma sarebbe necessario non solo affiancare le aziende o i risparmiatori italiani che vivono all’estero ma anche aprire le porte alla clientela internazionale. È per questo che la società, lo scorso aprile, ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per operare in tutti gli altri Paesi dell’Ue, fornendo la gamma completa dei servizi attualmente esercitati in italia. “Ci muoviamo innanzitutto con la clientela istituzionale in Paesi come Svizzera (CFO ha una sede a Lugano ndr), Inghilterra, Francia e Germania. Ultimamente ci stiamo spostando anche in Spagna”, dice Caraceni.

Le norme sempre più rigide (vedi MiFID 2) e i rendimenti sempre più compressi, spingono gli intermediari finanziari a fare quadrato. In questo senso CFO è passata dall’essere un family office a una società di wealth management al completo. Non solo dunque family office per tutti gli risparmiatori ma anche consulenza alle aziende per operazioni di raccolta di capitale in forma di equity e debito sui mercati (dall’investment banking al corporate broking – il gruppo ha quotato tre società italiane), dai servizi di una gestione fiduciaria dinamica alla SICAV fino ai progetti assicurativi e previdenziali per una clientela istituzionale. “Vogliamo essere un polo aggregante, con una struttura rafforzata. Appena saremo pronti parleremo anche con la clientela retail europea”, aggiunge Caraceni.

Le tre sfide dell'anno

Ad oggi sono tre i prossimi passi che l’amministratore delegato anticipa a Funds People: rafforzare la struttura commerciale con nuovi professionisti, lanciare prossimamente un PIR e avviare uno specifico progetto di welfare aziendale. In merito al primo punto Caraceni afferma che, accanto ai tre uffici - Milano, Brescia e Pordenone -, ci sono altre tre sedi in arrivo. “Una sicuramente a Roma, le altre in due città del nord Italia. Per coprire il territorio abbiamo dunque avviato una campagna di reclutamento rivolto sia alle giovani leve che a professionisti con esperienza”, aggiunge.

Poi c’è la questione PIR. “È uno strumento che riteniamo molto valido, posto che sia costruito in maniera corretta con un fondo o una polizza assicurativa. Facendo attività di equity capital markets conosciamo bene le piccole e medie società italiane e ci proponiamo di investire in queste. Attendiamo che la legge si sedimenti, ma non escludiamo nel prossimo futuro di lanciare un prodotto del genere”, continua Caraceni. Che poi si sofferma sul terzo punto: lanciare un welfare aziendale: “la nostra idea è quella di offrire dei servizi e delle soluzioni d’investimento previdenziale e assicurativo ai dipendenti aziendali. Stiamo aspettando di chiudere i primi accordi a riguardo con qualche importante gruppo italiano”.

Lo scorso anno CFO ha avuto una crescita fisiologica delle masse e dei ricavi, consolidando i risultati. “Siamo contenti perché in un momento difficile in generale la nostra struttura ha retto e i nostri clienti sono aumentati”, spiega l’amministratore delegato. “È stato l’anno dell’incertezza, con eventi che hanno generato molta volatilità e mota preoccupazione, anche se poi non è successo nulla di ciò che si temeva. È stato difficile mantenere calmi i clienti; molti volevano andare liquidi. Abbiamo perciò cercato di puntare su asset class decorrelate all’andamento dei mercati, investendo di più in strategie non direzionali”. Un allocation che potrebbe ripetersi anche nei prossimi mesi.

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