I fondi Consistenti azionari cinesi


La Cina è storicamente conosciuta per l’esportazione della bassa inflazione nel resto del mondo attraverso la produzione di beni a basso costo, ma sta pian piano passando da essere un Paese esportatore ad essere un importante gruppo di consumatori. Tale cambiamento strutturale, da un’economia orientata alle esportazioni ad un’economia molto più equilibrata, è stato guidato dal governo cinese, con l’obiettivo di ottenere una crescita economica più sostenibile e meno dipendente dai cicli economici degli altri Paesi. Questa trasformazione, infatti, sta aprendo nuove opportunità e stimolando la crescita di molte aziende cinesi, riformando quindi il ruolo della Cina sui mercati finanziari.

Meglio la new economy

Nell’attuale scenario di mercato, per esempio, la nostra selezione di fondi Consistenti appartenenti alla categoria azionaria cinese (Greater China Equity) registra una maggiore concentrazione nel settore tecnologico, finanziario e dei consumi ciclici. Si nota quindi una preferenza da parte dei gestori nell’investire in titoli azionari di aziende che fanno parte del settore private, in primis della new economy, soprattutto aziende tech, e poi in società finanziarie (in particolare banche) e in società in cui l’andamento è fortemente influenzato dal ciclo economico, dove generalmente tendono a sottoperformare in fase di rallentamento o recessione, mentre sovraperformano in fase di ripresa o espansione.

Non a caso si può notare che le performance relative al primo trimestre del 2016 risultano negative per tutti e sette i fondi Consistenti presi in analisi, dove la sottoperformance media è del -8,53%. Tali risultati combaciano con le forti turbolenze di inizio anno, dove molti investitori erano timorosi di un rallentamento della crescita globale, e in particolare di un eventuale crollo dell’economia cinese. 

LA RIPARTIZIONE SETTORIALE DEI FONDI AZIONARI CINESI CON IL MARCHIO FUNDS PEOPLE
Fonte: Morningstar Direct con dati al 30 settembre 2016.

  Media
Utilities % 2,44
Tecnologia % 21,97
Real Estate % 5,51
Industriale % 6,48
Salute % 3,79
Finanziario % 19,07
Energetico % 3,90
Consumi Difensivi % 5,12
Consumi Ciclici % 17,6
Telecomunicazioni % 8,21
Materie % 2,87
Rendimento I Trimestre 2016 % -8,53
Rendimento II Trimestre 2016 % 3,16
Rendimento III Trimestre 2016 % 12,15
Rendimento Cumulato 2016 % 5,80

 

Fondo Marchio
Allianz Hong Kong Equity IT SFP_2016_C
Fidelity China Focus E-Acc-EUR SFP_2016_C
Invesco Greater China Equity E SFP_2016_C
Neuberger Berman China Equity EUR Ins SFP_2016_C
Pioneer Fds China Eq I EUR ND SFP_2016_C
Robeco Chinese Equities D EUR Acc SFP_2016_C
Schroder ISF China Opportunities C SFP_2016_C


Una situazione simile si registrò nei mesi estivi del 2015, in particolare in agosto, con lo scoppio della bolla finanziaria dopo un rally stellare nella prima parte dello stesso anno, dove i prezzi delle azioni erano cresciuti moltissimo, senza particolari ragioni collegate ai risultati delle aziende. Gran parte della crescita della borsa di Shanghai infatti era trainata dall’indice ChiNext, che raccoglie le maggiori società teconologiche cinesi (il corrispettivo del NASDAQ statunitense), dove si registrò una situazione analoga a quella della bolla dei titoli dotcom del 1999 (la cosiddetta bolla della new economy), nata da un’eccessiva enfasi nelle aziende digitali statunitensi.

Il pensiero comune, infatti, era che nelle ultime settimane gli investitori erano scettici riguardo al corposo innalzamento dei prezzi e avevano quindi cominciato a vendere, scatenando un effetto domino che ha poi generato il panico nelle Borse.

Col trascorrere dell’anno, si nota come già nel secondo trimestre del 2016, c'è una sostanziale ripresa della categoria azionaria cinese, dove si  cominciano a vedere performance positive che fino a pochi mesi prima sembravano ormai improbabili da raggiungere, perlomeno nel breve periodo. Risultati che sono andati via via rafforzandosi nei mesi estivi, dove a fine settembre hanno fatto registrare una sovraperformance media sorprendente pari al 12,15%, annullando in sostanza le difficoltà riscontrate nei mesi invernali, e ottenendo risultati cumulati esaltanti.  

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