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Camerini (iShares): "Il tema principale quest'anno è la reflazione"


Da una parte l’equity americano, il Giappone e le blue chips europee. Dall’altro i temi legati all’inflazione e i corporate bond. È l’estrema sintesi di ciò che, secondo Enrico Camerini, head of institutional clients Italy di iShares, ad oggi e nei prossimi mesi l’investitore dovrebbe tenere a mente, in merito ai settori su cui puntare. L’incertezza è sempre dietro l’angolo, si sa. A muovere i mercati ci saranno gli appuntamenti cadenzati delle banche centrali ma anche eventi politici che potrebbero creare volatilità. Eppure “l’incertezza è anche ciò che rende interessante il nostro lavoro”, ironizza Camerini.

Un dato certo, come rivela l’esperto di ETF del colosso BlackRock, al momento c’è: gli investitori stanno acquistando prodotti azionari sia in Europa sia negli Stati Uniti, a dimostrazione di una rinnovata propensione al rischio. I fondi con esposizione sugli Stati Uniti hanno visto afflussi consistenti a partire dal 2016 guidati dalla ripresa macroeconomica ed ora anche i flussi europei stanno beneficiando di una migliore situazione dei risultati reddituali e di dati macro dell’area più forti. “Il tema principale è certamente quello della reflazione. Nel primo mese dell’anno il mercato si è già posizionato in un certo modo: nell’equity, ad esempio, sono entrati oltre 8 miliardi negli ETF sul Giappone”, spiega Camerini, che quindi sottolinea l’interesse per la borsa giapponese con protezione del cambio. La Banca del Giappone  d’altronde sta comprando ETF azionari sul Giappone dall'inizio del 2013, confermandosi ancora una volta il fattore chiave alla base dei flussi di gennaio.

Accanto all’area nipponica, le valutazioni sono attraenti anche per il mercato statunitense, pur nell’attesa di capire qualcosa di più sulla politica di espansione fiscale proposta dal neo presidente Donald Trump. “Guardiamo con interesse al settore finanziario ma anche alle small caps che effettivamente dopo la vittoria di Trump hanno avuto ottime performance”, dice Camerini. “In termini di valutazione ci piace molto anche l’Europa, ad esempio l’Euro Stoxx 50 è uno degli indici che sottoponiamo all’attenzione dei nostri investitori”, continua. La chiave di volta, ad ogni modo, soprattutto sul versante oltreoceano, è il fattore value. “Di recente abbiamo emesso degli ETF smart beta che consentono un’esposizione a una selezione di titoli su base di criteri value, prodotti che noi chiamiamo strategie sistematiche d’investimento. In questo contesto i titoli value sono quelli che beneficeranno di più di un aumento dell’inflazione, soprattutto negli Stati Uniti, per questo li preferiamo”.

Il tema della reflazione è anche  al centro del dibattito per quanto riguarda l’universo obbligazionario. Il responsabile del segmento istituzionale di iShares in Italia consiglia degli ETF legati all’inflazione, ma anche prodotti sui corporate bond con una copertura del rischio di tasso: “parliamo di investment grade a tripla B o short duration nella parte US. In Europa stiamo a cavallo tra investment grade e high yield”, precisa Camerini. Resta da vedere, certo, se l’attenta analisi di iShares farà il paio con le variabili di mercato. “Le aspettative sono ben lungi dall’essere delle certezze”, dice Camerini. “A muovere i mercati sono informazioni che arriveranno - e non abbiamo ancora - dalle banche centrali o dall’implementazione delle politiche americane”. Il trend per l’anno nuovo tuttavia sembra tracciarsi.

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