Bond sì, ma al riparo dai tassi


Nel primo trimestre del 2014 si è risvegliato l’interesse degli investitori europei per i fondi obbligazionari, dopo una seconda parte del 2013 da dimenticare. Secondo il Morningstar asset flow report, i flussi netti stimati sono stati pari a 28,4 miliardi di euro (17 a marzo). Siamo lontani dai numeri realizzati nei primi tre mesi del 2013 (52 miliardi), ma il dato segnala la ricerca da parte dei risparmiatori di soluzioni che mettano al riparo dai futuri movimenti sui tassi di interesse. In particolare, i capitali si sono diretti verso la categoria Morningstar “Obbligazionari altro”, che comprende, tra gli altri, i fondi a cedola e a scadenza, molto popolari in Italia. Hanno attratto gli investitori anche i prodotti high yield, soprattutto quelli in euro, considerati una buona soluzione per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento nel mercato del credito. Questi titoli presentano storicamente una bassa correlazione con il rialzo dei tassi e sono un segmento in espansione, grazie all’elevato bisogno di rifinanziamento delle aziende.

La ricerca di rendimenti alternativi ha fatto crescere l’interesse per i fondi specializzati in bond convertibili, che hanno caratteristiche affini alle azioni. Il mercato è in rapido sviluppo per il ricorso sempre più frequente a questi strumenti da parte di emittenti che un tempo preferivano altre soluzioni. Inoltre la natura ibrida, rende i convertible meno sensibili di altre obbligazioni alle decisioni di politica monetaria e più correlati con l’andamento delle azioni.

Per contro, la categoria obbligazionaria che più ha sofferto nel trimestre è quella dei “Globali”, principalmente a causa dei deflussi dai fondi Templeton Global Bond e Total Return, per i quali Morningstar conferma, comunque, un elevato Analyst rating, rispettivamente Silver e Bronze, considerandoli adatti a un ruolo di supporto nel portafoglio degli investitori che comprendano i rischi legati alla marcata esposizione agli emergenti.

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