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Biondo (Lemanik): "Occorre accorciare la scadenza media del portafoglio"


“L’incertezza politica in Europa è stata fortemente ridotta dall’esito favorevole delle elezioni olandesi e francesi, in un periodo in cui i dati macroeconomici hanno peraltro sorpreso in positivo, mentre le elezioni tedesche di settembre non sono gravate da veri rischi di deriva populistica. Questo contesto spiega perché il livello di volatilità sui mercati sia molto basso”. È questa l’analisi di Fabrizio Biondo, portfolio manager di Lemanik. “In questa fase del ciclo risulta cruciale accorciare la scadenza media del portafoglio, alzare la qualità creditizia media e ridare enfasi prioritaria alle prospettive di liquidabilità degli investimenti. Occorre poi ridurre l’esposizione direzionale passiva ai mercati del credito, a favore di una combinazione tra strategie di credito a cortissimo termine e credito alternativo” continua Biondo. “I mercati del credito hanno interamente riassorbito i giganteschi premi al rischio creatisi dopo la crisi, consegnando ritorni a tripla cifra agli investitori. I premi residui non sono però sufficienti a compensare l’investitore per un’eventuale crescita dei tassi di fallimento”.

Negli Stati Uniti l’incertezza politica è legata prevalentemente al passaggio delle riforme promesse dall’amministrazione Trump e in misura minore al cosiddetto Russia-gate. L’implementazione del programma va a rilento, e di conseguenza il mercato non ha molto materiale su cui lavorare che possa dividere le opinioni ed alzare la volatilità. Il Russia-gate è un tema delicato ma difficilmente potrà avere reali conseguenze.

Le Banche centrali intanto perseguono l’inflazione come obiettivo di politica economica. “L’enorme accumulazione di debito prima e dopo la crisi ha spinto a rispondere attraverso tassi reali negativi, creando le condizioni per un’inflazione crescente ma cercando di tenere bassi i tassi d’interesse a medio lungo termine. Questo non è favorevole agli investitori, che si ritrovano a dover monitorare una serie di fattori: l’atteggiamento delle banche centrali su tassi d’interesse e gestione del bilancio e, ovviamente, l’andamento dei dati macroeconomici” spiega Biondo.

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