Bezalel (Jupiter AM): "Per gestire il rischio di rialzo dei tassi è fondamentale lavorare sulla duration"


Rientra tra i 20 fondi più richiesti in Europa. Ma anche tra i meglio valutati da analisiti e funds selector, come dimostrano da SharingAlpha, start-up israeliana la cui piattaforma conta attualmente sul supporto di 400 professionisti che emettono le loro valutazioni su oltre 100.000 prodotti. Si tratta dello Jupiter Dynamic Bond, prodotto obbligazionario flessibile gestito da Ariel Bezalel, che vanta il doppio rating di Preferito dagli Analisti e Consistente Funds People. E che proprio questo mese compie cinque anni. 

Con masse globali pari a 7 miliardi di euro, il fondo mira a conseguire un elevato reddito con la prospettiva di una crescita del capitale su un portafoglio composto da titoli a reddito fisso a livello globale. In questi anni la gestione di Bezalel ha brillato: nonostante il taper tantrum, la crisi dell’Eurozona, il flash crash negli Stati Uniti e un buon numero di elezioni preoccupanti, negli anni ha generato rendimenti da un ampio spettro di fonti, gestendo al tempo stesso i ribassi. Dal lancio, avvenuto nel maggio 2012, il fondo ha registrato una performance del 34,5% in euro contro il 14,6% della categoria Morningstar Global Flexible Bond EUR Hedged. “Negli ultimi cinque anni, abbiamo gestito attivamente la duration - spiega il manager del fondo - in considerazione dei principali eventi che ci sono stati: il taper tantrum nel 2013, l’incertezza politica e le preoccupazioni sulla crescita nel 2014, i rendimenti dei titoli di Stato in caduta libera nel biennio 2015/16, e recentemente l’eccessivo ottimismo rispetto all’elezione del presidente Trump negli Stati Uniti”. 

Anche i principali driver di rendimento sui mercati obbligazionari sono cambiati molto nel tempo, in base a dove il gestore e il suo team vedevano le opportunità e i rischi. “Quando abbiamo lanciato la strategia, il credito corporate offriva molto valore dopo la crisi finanziaria. In anni in cui le condizioni macroeconomiche hanno visto un sostanziale deterioramento, gran parte della performance è stata ottenuta lavorando sulla duration, prima di tornare a focalizzarci di nuovo sul credito corporate nei successivi due anni", spiega Ariel Bezalel. “Nell’ultimo anno abbiamo identificato delle occasioni sul credito e abbiamo aggiunto un buon numero di nuovi investimenti, puntando ad esempio sui titoli di Stato dell’India o sulle obbligazioni convertibili del settore oro-minerario per migliorare la performance e diversificare i rischi. Continuiamo a essere interessati a particolari nicchie di mercato, come ad esempio le società del settore pubblico nel Regno Unito”.

Un approccio senza vincoli per gestire il rischio 

La cosiddetta Trumponomics, la Brexit e i potenziali rialzi dell’inflazione e dei tassi d’interesse sono i principali rischi oggi prezzati dai mercati per il prossimo anno. Tuttavia, il gestore è ottimista sulle opportunità che riserva il futuro. "Nonostante il livello di incertezza molto elevato, rimangono ottime opportunità per gli investitori esperti e capaci di navigare all’interno dell’universo dell’obbligazionario. Un approccio senza vincoli come quello che adottiamo nel nostro fondo può essere una componente utile nei portafogli degli investitori nell’ottica del nuovo mondo che ci attende”. Per Bezalel da qui in avanti sarà più importante che mai gestire il rischio di rialzo dei tassi lavorando sulla duration e sull’esposizione complessiva al credito.

A tal proposito confida ancora negli Stati Uniti. “Credo che i Treasuries USA stiano mostrando segnali di valore ancora una volta”, afferma il gestore. “Il rendimento del decennale USA ha raggiunto il 2,6% a febbraio, in rialzo rispetto al minimo di luglio 2016 dell’1,3%, e il rendimento del trentennale ha toccato il 3%: credo che questi rendimenti abbiano già prezzato notevoli miglioramenti macroeconomici sulla scia delle aspettative di riforme politiche. Non tengono però conto della possibilità che l’amministrazione Trump non riesca a realizzare queste riforme. In quest’ottica, all’inizio di quest’anno abbiamo riequilibrato il portafoglio estendendo complessivamente la duration del fondo da 1 anno ai circa 3,5 anni di oggi. Abbiamo ottenuto questo aumento incrementando l’esposizione del fondo ai Treasuries USA a dieci e trent’anni, ed esteso la duration delle nostre posizioni sui titoli di Stato australiani. Stiamo mantenendo le posizioni corte del fondo sui titoli di Stato europei a causa dell’attuale rischio politico nella regione, e in considerazione dell’attuale momento di slancio economico e di crescita in miglioramento nella regione. In questo modo, la duration complessiva del fondo viene tenuta relativamente bassa, ma contrasta la potenziale delusione che potrebbe venire dagli Stati Uniti".

Sugli emergenti meglio invece l'India. "Nonostante la recente volatilità causata dalla politica della demonetizzazione, credo che il contesto di lungo termine economico e politico sembri favorevole", aggiunge il portfolio manager. "Strutturalmente l’India non ha molto debito denominato in dollari USA e l’attuale governo rappresenta un’amministrazione molto vicina alle esigenze delle imprese, oltre ad aver ripreso il cammino delle riforme nell’ultimo anno".

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