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Benetti (GAM Italia): "C’è vita anche fuori dai quantitative easing"


Tassi a zero e acquisti straordinari hanno salvato il sistema economico e aumentato a dismisura i bilanci delle principali Banche centrali. "A dieci anni esatti è tempo di invertire la rotta, di normalizzare tassi e bilanci, per gli investitori è tempo di realizzare che c’è vita anche fuori dai quantitative easing", afferma Carlo Benetti, head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR S.p.A. "È probabile che la Banca centrale americana alzi i tassi nella riunione di metà giugno. Le condizioni del ciclo e i segnali sempre meno ermetici dei membri del comitato (l’ultima in ordine di apparizione Lael Brainard) conducono a questa previsione. Non sarà una sorpresa, la questione riguarda la gradualità del procedere, non la direzione, ampiamente comunicata e nota".

Da questa parte dell’Atlantico, Draghi e colleghi sono alle prese con condizioni del tutto diverse. “È probabile che entro fine anno la FED faccia concreti passi avanti nella normalizzazione del proprio bilancio, facendo sapere come intenderà procedere per ridurre gli asset in bilancio”, scrive Larry Hatheway capoeconomista di GAM. “È invece dalla BCE che ci aspettiamo la maggiore sorpresa. L’istituto di Francoforte al momento non sta solo realizzando una politica monetaria estremamente accomodante, ma anche una predisposizione agli acquisti che è probabile subisca una cambiamento nel breve periodo”. L’economia europea sta andando bene e l’inflazione non è ancora vicina all’obiettivo di "sotto ma vicino al 2%” della Banca centrale. Dal picco di 1,9% di aprile, dovuto a fattori stagionali e volatili, l’inflazione nell’Eurozona è tornata a 1,4%. L’inflazione di base (core, al netto di energia e alimentari) è tornata a 0,9% dal precedente 1,2%.

Cosa farà Draghi?
Da una parte i falchi mettono l’accento sulle distorsioni dei prezzi provocate dal prolungato programma QE e sull’affievolimento del rischio politico, le colombe rispondono che l’inflazione non è ancora una seria minaccia, che non si vedono da nessuna parte i veri segnali di allarme, ovvero gli aumenti salariali (magari, direbbero in molti!). A questa obiezione i falchi contro obietteranno che il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è sceso da 9,4% di marzo a 9,3% di aprile, che i salari stanno lentamente aumentando, che è solo questione di tempo e, si sa, chi ha tempo non aspetti tempo. Per Benetti nella seconda metà dell’anno è più probabile che saranno le iniziative della BCE a dettare il ritmo ai mercati piuttosto che quelle della Fed. "L’investitore obbligazionario può affrontare la nuova fase delle Banche centrali tenendo bassa l’esposizione al rischio duration e dotandosi di strumenti cosiddetti 'fixed income replacement': strategie absolute return, debito subordinato, MBS e mercati emergenti, anche nelle valute locali (selettivamente, ça va sans dire)".

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