Bassa duration da 'Trump gap'


I dubbi sulle capacità dell’amministrazione Trump di introdurre le riforme fiscali promesse in campagna elettorale, diventano sempre più marcati con il passare dei mesi. A tal proposito, Ariel Bezalel, head of strategy, fixed income di Jupiter Asset Management e gestore del fondo con doppio rating AC Funds People (Preferito dagli Analisti -Consistente) Jupiter Dynamic Bond SICAV, spiega perchè ha deciso di incrementare la duration dei suoi fondi per la prima volta da quando l’aveva ridotta la scorsa estate.

“In seguito ai dati economici positivi visti di recente e al proseguimento del reflation trade di Trump, potrebbe sembrare che gli Stati Uniti stiano seguendo un percorso di crescita inarrestabile. Tuttavia, io e il mio team crediamo che sia importante essere consapevoli del fatto che gli asset rischiosi stiano incorporando troppe speranze. Come previsto, il 15 marzo la Federal Reserve ha aumentato i tassi dello 0.25% passando allo 0.75-1%, tuttavia la successiva dichiarazione della Fed aveva un tono molto più morbido di quanto si aspettassero i mercati, riducendo l’aspettativa del numero di ulteriori rialzi dei tassi nel corso dell’anno da tre a due. Dal nostro punto di vista questo è dovuto allo stato di incertezza rispetto alle politiche di Trump”, afferma il gestore.

Bezalel aggiunge, “Rimaniamo piuttosto cauti rispetto al fenomeno che definisco come “Trump gap”, ovvero l’ampiezza della delusione tra quello che viene annunciato oggi e quello che Trump implementerà con le sue politiche. Innanzitutto, crediamo che il suo piano di investimenti di mille miliardi sulle infrastrutture difficilmente verrà approvato dal Congresso. Ci sono anche segnali che fanno pensare che la riforma fiscale sia rimandata all’anno prossimo. In aggiunta, abbiamo notato che i criteri di finanziamento delle banche USA si stanno irrigidendo, con un conseguente rallentamento della crescita dei prestiti, un altro potenziale rischio per le prospettive di crescita”.

Da Jupiter AM credono che le valutazioni dei Treasuries USA stiano già prezzando miglioramenti macro economici consistenti, senza prendere in considerazione la possibilità che l’amministrazione Trump non riesca ad implementare le riforme annunciate. A livello globale l’incertezza politica è a livelli senza precedenti e questo sembra essere un anno dove sarà cruciale adottare un approccio tattico all’investimento obbligazionario. L’approccio della società britannica è sempre stato volto all’investimento dinamico e flessibile, che riesce ad adattarsi al mutare delle condizioni. In quest’ottica, il team Fixed Income ha recentemente esteso la duration dei propri portafogli, passando da poco più di un anno a circa 3.2 anni.

“Abbiamo raggiunto questa posizione aumentando l’esposizione dei fondi ai Treasuries USA a 10 e 30 anni e estendendo la duration della posizione sui titoli di Stato australiani. In questo modo, stiamo mantenendo una duration complessiva relativamente bassa, pur tenendo conto della potenziale portata di delusione da ‘Trump gap’ negli Stati Uniti”, conclude il gestore.

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