Banor Capital e Frame AM lanciano il fondo Global Flexible di Aristea Sicav


Banor Capital lancia il fondo Aristea Global Flexible in partnership con Frame Asset Management, società di investimento con una consolidata presenza in Ticino e focalizzata sulla selezione di boutique di gestione internazionale. Aristea Global Flexible è il feeder fund del fondo inglese Trojan Fund (il master fund), gestito da Sebastian Lyon di Troy Asset Management. La struttura Master/Feeder è stata introdotta dai legislatori europei per consentire una più agevole distribuzione dei fondi in Europa e per aumentarne le economie di scala. Nello specifico, il fondo feeder Aristea Global Flexible investirà tipicamente il 95% degli asset nel fondo master Trojan Fund e utilizzerà il rimanente 5% per la copertura integrale del rischio cambio (Trojan Fund è espresso in sterline).  Trojan Fund è un fondo molto noto ed apprezzato in Gran Bretagna: dalla nascita nel 2001 ha conseguito tutti gli anni - ad esclusione del 2013 - un rendimento positivo (7.5% annualizzato). Molto positivo anche il rendimento da inizio anno pari a un + 4,48%. Il fondo ha un approccio flessibile, può investire in tutte le asset class con l’obiettivo di generare ritorni positivi, ma sempre con un’attenzione alla protezione del capitale.

“Trojan Fund rappresenta un’importante aggiunta nell’offerta Banor. La partnership con Trojan è nata grazie alla nostra presenza quindicennale su Londra. In questo tempo abbiamo avuto modo di consolidare il nostro rapporto con straordinari gestori locali, tra cui Sebastian Lyon. Il nostro primo investimento nel Trojan Fund risale al 2003 e siamo onorati di poterlo oggi rappresentare sul mercato italiano e svizzero” ha detto Giacomo Mergoni, amministratore delegato di Banor Capital.

“Basti dire che la Troy Asset Management è stata fondata nel 2000 per gestire la liquidità della famiglia del suo fondatore, Lord Weinstock” ha aggiunto Michele De Michelis, presidente di Frame AM. “Approccio a ritorno assoluto, allineamento degli interessi dei clienti con quelli degli investitori e coinvolgimento dei gestori nell’azionariato sono gli elementi rimasti immutati. Il gestore non fa uso di derivati e la performance viene ricercata attraverso una corretta asset allocation e lo stock picking su titoli di alta qualità. È un fondo che non dovrebbe mancare in un portafoglio bilanciato”.

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