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Banco Popolare, il titolo è attraente


Stanno per arrivare i risultati delle maggiori banche italiane tra il 10 e il 12 febbraio. E i bilanci 2014 potrebbero segnare una svolta. Questa volta, a condizionare maggiormente i risultati sarà l’impatto dell’AQR, l’asset quality review. Le banche italiane, ad eccezione di MPS e Carige (che hanno ricevuto una bocciatura durante gli stress test) sono state tutte promosse. Ma la BCE ha fatto pressione affinchè tutte le rettifiche individuate dall’esame fossero comunque registrate nell’ultimo trimestre dell’anno. Tradotto: nuovi ingenti accantonamenti sul credito. Dunque, da ora in poi, si dovrebbe assistere a operazioni di consolidamento e a una ripresa della reddittività. Ma c’è ancora il nodo delle rettifiche sui prestiti in sofferenza.

In base a uno studio firmato Exane BNP Paribas, le banche che dovranno fare più svalutazioni per mettersi in pari con l’AQR saranno il Banco Popolare (1,3 miliardi mancanti su 1,56 richiesti dall’AQR) e MPS (a cui mancano circa 3 mld per arrivare ai 4,2 mld dell’AQR). Sempre sulla base delle previsioni degli analisti, MPS dovrebbe contabilizzare accantonamenti per 3,5 miliardi nell’ultimo quadrimestre che causeranno una perdita di 2,2 miliardi. Il Banco invece dovrebbe fare rettifiche per 1,6 miliardi, realizzando nel trimestre un rosso di circa 900 milioni. Gli accantonamenti delle due maggiori banche italiane, vale a dire Intesa e Unicredit, dovrebbero essere aggirarsi intorno a 1,5 miliardi ma entrambe dovrebbero restare in utile dell’ammontare di oltre 200 milioni. Le perdite non consentiranno alle banche in rosso di distribuire dividendi ma non comprometteranno la solidità patrimoniale generale degli istituti, che è stata certificata dalla stessa AQR.

“Fatta eccezione per MPS, che lancerà un aumento di capitale nel 2015, i ratio di capitale di tutte le banche sotto copertura sono adeguati”, ha fatto sapere Exane. La società indica il Banco Popolare come un titolo “molto attraente” per vari motivi: è a sconto, potrebbe beneficiare di una possibile bad bank e “i risultati del quarto trimestre potrebbero fare bene a come viene percepita la società”. Il capitale di prima qualità resterà sopra il 12% anche dopo gli accantonamenti e dovrebbe esserci maggiore chiarezza sull’adeguatezza dei tassi di copertura sul credito, a oggi sotto la media del settore. Gli analisti del gruppo francese sono positivi su BPM, BPER e Creval. Infine, sempre secondo gli esperti, a parte MPS, tutti gli istituti avranno un common equity tier 1 superiore al 10% nel 2015, considerando applicata Basilea 3, in vigore dal 2019. Ci si potrà quindi concentrare di più sui volumi del credito e sulla redditività. E, di conseguenza, secondo Exane, agli investitori dovrebbe tornare un po’ di fiducia. 

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