Banche italiane, i titoli che offrono grandi prospettive


Oggi il mercato italiano è quello più a buon mercato tra tutti i mercati azionari principali europei in termini di Price/Book e sul P/E (price/earning, ndr). Lo afferma Crèdit Suisse che, all’interno del Global Equity Strategy, sostiene che un occhio particolare lo meriti il mercato degli istituti di credito italiano dove ci sarebbero tra le più interessanti prospettive di miglioramento del settore di tutta Europa. Fanno sapere gli analisti: “vediamo diversi aspetti che guidano questo. Per esempio la riduzione del costo dell’indebitamento dovrebbe migliorare la qualità del credito, l’atteso miglioramento della situazione macro, segni evidenti di consolidamento, le valutazioni e forse un meccanismo che possa svincolare i Non Performing Loans. Vediamo le banche italiane tra le più sottovalutate. Inoltre oggi le revisioni degli utili sono al positivo".

L’interesse dei gruppi esteri per il settore bancario italiano, porterà anche ad un M&A nel settore, in modo da acquistare massa critica. Continuano dal gruppo svizzero: “un M&A che porterà a una maggiore razionalizzazione del settore, con due grandi campioni nazionali e alcune banche di medie dimensioni”. Per la ricerca Crédit Suisse i titoli italiani su cui puntare sono: Intesa San Paolo e Ubi per il bancario, Pirelli e Prysmian , Mediaset e Raiway. Continuano: “oggi il costo del credito per le imprese italiane è penalizzante, infatti il tasso effettivo risulta essere prossimo al 5%. Un tasso che penalizza soprattutto il tessuto imprenditoriale delle PMI che hanno minori possibilità negoziali e pochissime possibilità di accesso al mercato dei capitali. Con il QE riteniamo che il costo del debito vada più in linea con altri Paesi come Francia e Germania e quindi offra una spinta alla ripresa. Le PMI italiane non hanno ancora rimbalzato rispetto alla caduta dei tassi di interesse e quindi riteniamo che ci possa essere una spinta da questo come è avvenuto in Spagna quando si sono abbassati i tassi sul debito”.

Concludono: “da ricordare che l’Italia è uno dei pochi paesi con un surplus primario insieme alla Germania, (mentre Paesi come UK, Spagna, Francia, USA non sono in questa situazione). E se si guarda il dato aggregato di debito pubblico più debito privato in % al Pil l’Italia è tra i Paesi meglio posizionati”. Oggi, insomma, l’Italia sarebbe stata eccessivamente penalizzata. “Il costo del lavoro non è alto come si pensa, specie rispetto agli altri Paesi e se si pensa agli impatti delle riforme riteniamo ci sia spazio per riprendere e per una spinta. Continuiamo a sostenere il tema del leverage aggregato pubblico privato in percentuale sul Pil in cui l’Italia continua a mostrarsi sostenibile e in linea con gli altri principali Paesi. Oggi la redditività è depressa. Se si guarda al mercato l’Italia è a buon mercato in termini di Price to Book ed è il mercato più a buon mercato in termini di equity. In prospettiva di utili a 12 mesi l’Italia appare a sconto rispetto ai principali mercati”. 

Società

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