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Banca Generali, oltre la metà delle masse arriva da clienti private


Una banca privata in crescita, con oltre 25 miliardi dei 41 guadagnati dalla banca privata a fine dicembre 2015 che arrivano dalla clientela private e un team di banker sempre più intenti a gestire patrimonio importanti. Piermario Motta, amministratore delegato di Banca Generali racconta come funziona l'istituto che l'anno scorso si è aggiudicato il premio come miglior private bank in Italia. 

A giugno 2015, lei si è aggiudicato il premio come miglior CEO dell’anno per i risultati raggiunti negli ultimi tre anni e per il dinamismo nella strategia di crescita. Quanto il ramo private incide sui buoni numeri?

Banca Generali è una vera e propria banca private, al vertice per qualità del servizio e innovazione. Lo dicono i numeri laddove si evidenzia un profilo medio di ogni nostro professionista vicino ai vertici del settore, con oltre 24 milioni pro-capite a fronte di una media delle reti di consulenti che non arriva a 14 milioni. Sono valori da realtà private, così come il peso della clientela di fascia elevata (ovvero sopra i 500 mila euro, come è identificata nella sfera private, ndr) che riguarda il 60% delle masse, per oltre 25 miliardi di euro. Offriamo poi servizi che vanno dall’advisory patrimoniale anche per la sfera non finanziaria, fino alle nuove gestioni dove la personalizzazione è totale. 

Quanto gestite in tutto sul fronte private e quanti sono i banker e che portafoglio hanno in media?

Oltre 25 miliardi su 41 alla fine di dicembre sono masse riconducibili a clientela private. I nostri banker sono cresciuti in dieci anni da quando sono entrato in Banca Generali passando da meno di 7 a 24 milioni. Oggi i private banker con oltre 70-80 milioni nella nostra realtà non sono un’eccezione ma stanno crescendo numericamente. 

Ora i mercati sono molto più complessi anche solo rispetto a sei mesi fa. State cambiando le asset allocation e le asset protection per questo segmento di clientela? 

Siamo in grado di accompagnare i clienti anche nelle situazioni più complesse proprio per la nostra versatilità d’offerta e forti competenze. Lo abbiamo fatto nel 2009, nel 2011 quando le tensioni erano le stesse e la fiducia che abbiamo guadagnato in quei momenti critici dai nostri clienti e dal mercato ha rinsaldato le fondamenta della nostra accelerazione attuale. A livello di asset allocation le tutele dall’offerta di investimenti assicurativi garantisce ritorni e una diversificazione di alto livello. Lo stesso avviene con la qualità delle nuove gestioni alternative che consentono di performare e controllare la volatilità anche in assenza di una direzione precisa del mercato.

L’istituto che lei guida ha anche ricevuto il riconoscimento come ‘Banca dell’anno per Innovazione’ nell’ambito dell’edizione 2015 del Premio Internazionale Le Fonti. Ci può spiegare cosa significa dal lato dei professionisti che lavorano in Banca Generali?

Non siamo una realtà che sbandiera piattaforme bancarie di trading o interfacce accattivanti per l’operatività ma puntiamo alla sostanza e all’evoluzione dei servizi. Cerchiamo di partire sempre dall’esigenze dei nostri professionisti per metterli nelle migliori condizioni di portare valore aggiunto alle famiglie e andare incontro alle loro esigenze. Con questo paradigma abbiamo costruito dei sistemi all’avanguardia, fatti da molteplici applicativi e architetture informatiche, dove la banca e i partner coinvolti nei progetti assistono il private banker che resta sempre al centro delle operazioni. Siamo un hub del private per la capacità di unire competenze allargate attraverso piattaforme patrimoniali e avviciniamo i clienti all’efficienza gestionale attraverso una ‘digital collaboration’ che pesca dalle esperienze di giganti high-tech internazionale. L’innovazione che ci viene riconosciuta riguarda la capacità di essere antesignani nelle soluzioni sia di prodotto sia nei servizi di tecnologia per i clienti. E la soddisfazione maggiore tra i riconoscimenti citati, superiore persino a quello precedente del gruppo Financial Times come miglior private bank in Italia, è stata quella dell’istituto Tedesco di Qualità che ci ha posizionato al primo posto per soddisfazione ai servizi dalla clientela. 

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