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Banca Generali, arrivano due nuovi comparti in delega


Il primo è affidato a Invesco e si orienta al debito di importanti PMI europee, il secondo a UBS e punta a fondi internazionali specializzati nella selezione di immobili di pregio affittati. Parla Mario Beccaria, responsabile asset management di Banca Generali che spiega anche quale asset allocation sia funzionale al contesto attuale.

Qual è la situazione attuale dei mercati, dopo mesi così complicati?
I mercati si trovano in una fase di stabilizzazione dopo l’alta volatilità registrata nel primo trimestre dell’anno. I dati macroeconomici pubblicati negli ultimi mesi hanno contribuito a un nuovo allentamento delle aspettative di potenziali strette monetarie negli Stati Uniti nel brevissimo termine. Il rallentamento della crescita del PIL americano nel primo trimestre (+0,5%) ha confermato questa cautela. Anche la Banca Centrale Europea è intervenuta con forza lo scorso marzo incrementando gli stimoli mensili, con un’estensione delle operazioni d’acquisto a titoli corporate anche non finanziari e annunciando una nuova serie di TLTRO (operazioni di rifinanziamento a lungo termine) a tassi particolarmente vantaggiosi per le banche che decidono di erogare crediti. Dal fronte geopolitico gli squilibri valutari restano oggetto d’attenzione dai grandi Paesi per il tentativo di trovare un equilibrio alla crescita sui mercati stranieri. E le commodity sono risalite dai minimi, in particolare il greggio sulle aspettative di un assestamento produttivo.

Cosa dire delle valutazioni e quale asset allocation si sente di suggerire?
Ci troviamo di fronte a mercati con valutazioni non particolarmente “care” unite a previsioni macroeconomiche altalenanti, seppure in territorio moderatamente positivo. In un contesto come questo la diversificazione degli investimenti è fondamentale così come la selezione di gestioni attive con elevate competenze e esperienze in fasi di volatilità come quella che stiamo attraversando. Diventa infatti impensabile la strategia fai da te per un risparmiatore o la rincorsa del singolo titolo viste le complessità e le variabili sullo sfondo. L’asset allocation ideale dovrebbe includere titoli governativi di paesi periferici per un 20%; corporate di primarie società quotate per il 40%; investimenti in azioni, privilegiando l’area europea, per il 20% e fondi alternativi al 20%. Quest’ultima tipologia di investimenti si è rivelata utile in passato per limitare la volatilità dei portafogli in presenza di ampi movimenti di breve periodo, come quelli visti in questi mesi. Anche la componente valutaria, come il dollaro americano unito a valute di paesi emergenti particolarmente penalizzati negli scorsi anni, potrebbe essere efficace per generare ulteriori ritorni positivi.

E quali sono le novità che avete in cantiere?
Banca Generali si presenta all’appuntamento con la primavera forte del miglior primo quadrimestre della propria storia in termini di raccolta e con la fresca nomina del direttore generale Gian Maria Mossa come nuovo responsabile della società dopo la prematura scomparsa dell’AD Motta. Quindi continuità dall’azionista e dal consiglio per una squadra che continua ad attirare grandi talenti, come la consulente Sonia Dehò, già responsabile di uno dei più importanti family office italiani, o come testimoniano gli oltre 40 inserimenti di elevato standing (con portafogli medi superiori ai 25-30 milioni) registrati da inizio anno.

Dal punto di vista dei prodotti?
I tassi ai minimi e gli squilibri dalle banche centrali rendono quanto mai intricata la ricerca di valore nel risparmio con il consueto approccio su azioni e obbligazioni. In quest’ottica Banca Generali ha sviluppato un’innovativa gestione patrimoniale “GP SOLUTION” in grado di miscelare diverse asset-class, valute e tipologie di investimenti per un’ampia diversificazione costruita interamente intorno al profilo del cliente. Quindi massima personalizzazione della profilazione con il plus di servizi fiscali e finanziari connessi che ne fanno un unicum nel panorama nazionale. Con lo stesso approccio innovativo è partita da poco anche un’altra gestione, per la clientela qualificata, che punta a ricercare rendimento nel segmento real estate, ma al di fuori dei canoni tradizionali. Dopo il successo della prima sottoscrizione dello scorso anno legata alle operazioni mezzanino (che investono in quella parte di debito non sottoscritta, e quindi a metà tra il primo finanziatore e l’erogatore del finanziamento) con garanzie fisiche dei beni interessati, la novità di queste settimane riguarda anche l’aggiunta di due nuovi comparti in delega affidati a Invesco e UBS orientati al debito di importanti PMI europee il primo, e a fondi internazionali specializzati nella selezione di immobili di pregio affittati il secondo. Il tutto per una soluzione decorrelata dall’economia, dalla volatilità dei listini, e con il plus di rendimenti molto interessanti.

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