Banca Fideuram lancia Alfabeto Fideuram e diventa la prima advisory bank


La prossima sfida di Banca Fideuram si chiama ‘Alfabeto Fideuram’, che è il nome del progetto “con il quale intendiamo diventare la prima private advisory bank a fornire servizi di consulenza finanziaria totalmente integrati tra il canale fisico e digitale”, fanno sapere dall’istituto. “Le esigenze dei nostri clienti sono sempre più evolute e la tecnologia ogni giorno apre orizzonti di nuove opportunità. La nostra risposta sarà un mondo in cui private banker e clienti interagiranno on e off line, dove potranno incrementare in modo esponenziale le occasioni di dialogo, confronto e condivisione, per scelte che riguarderanno naturalmente la sfera finanziaria, ma anche quella imprenditoriale, fiscale, immobiliare o successoria”, precisano. Al 31 dicembre 2014 le masse sotto consulenza ammontavano a circa 25,2 miliardi di euro, pari al 28% del totale delle masse amministrate, in aumento di 3,5 miliardi di euro (+16,3 %) rispetto a fine 2013 con 60 mila clienti che vi aderiscono. Le masse amministrate hanno raggiunto un nuovo record storico a 90,2 miliardi di euro e più dell’80% degli asset di gruppo sono costituiti da strumenti di risparmio gestito, “che riflettono appieno il nostro approccio consulenziale di medio-lungo periodo”.

Precisano: “questi dati confermano la qualità del lavoro svolto dalle nostre reti e la validità delle nostre scelte strategiche, consulenza finanziaria e focus sul private banking, nonché la prontezza di accogliere, se non ad anticipare, l’evoluzione dei bisogni dei clienti, che vogliono sempre più protezione e semplicità”. Ai clienti la Banca offre un servizio sempre più “private oriented”: è stata attivata una service line dedicata ai clienti private, con centri a Torino, Milano, Brescia, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Catania; struttura prodotti a sempre maggior tasso di personalizzazione e con un focus crescente sulla protezione del patrimonio nel continuo; integra l’assistenza fornita con servizi anche non strettamente finanziari quali, ad esempio, servizi fiduciari, consulenza specialistica Tax&Legal, immobiliare o successoria.

Questo perché l’istituto punta a diventare il primo advisor di riferimento per il cliente, come individuo, come parte di un nucleo familiare, come professionista o imprenditore, nella gestione del suo patrimonio a tutto tondo e nel continuo. Concludono: “per questo stiamo sviluppando professionalità interne e partnership con i migliori studi professionali, il tutto con un focus su temi critici, come quello del passaggio generazionale e della Voluntary  Disclosure. Anche su questo fronte i numeri parlano chiaro. Abbiamo quasi raddoppiato le masse dei clienti private nel periodo 2008 – 2014 (da circa 23 milioni a più di 42 milioni di euro), ormai pari al 47% del totale, diventando il terzo player assoluto del private banking in Italia”.

 

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