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Banca del Fucino, la divisione private aprirà a Milano a fine ottobre


Banca del Fucino, antica banca privata romana, indipendente e presieduta dalla quarta generazione dei suoi fondatori, aprirà una filiale a Milano che dovrebbe essere pronta per fine ottobre in via Monte di Pietà, di oltre 500 metri quadrati. “Abbiamo iniziato l’attività di reclutamento e apriremo con 4 o 5 banker e l’obiettivo è di arrivare a 15-20 professionisti in due anni e mezzo”, spiega Salvatore Pignataro, vice direttore generale di Banca del Fucino e responsabile della divisione private banking responsabile della divisione private banking. Continua: “in termini di masse vorremmo mantenere il portafoglio medio procapite, che è tra i 75 e gli 80 milioni di euro. Perlopiù pensiamo di reclutare figure dal mercato ma stiamo anche convertendo alcuni direttori di filiale in banker. Per noi questo è un passaggio molto rilevante dato che ci affacciamo, per la prima volta, fuori dai confini laziali e abruzzesi”.

Intanto va avanti la campagna di reclutamento della divisione private banking. Sono arrivati Alessandro Barreca da Banca Sella e Emanuela Lombardi Leonardi da Deutsche Bank. Sale così a 15 il numero dei private banker dipendenti della banca con una raccolta netta totale da inizio 2015 di oltre 400 milioni di euro. Alessandro Barreca, proveniente da Banca Sella Private Banking e con precedenti esperienze in Banca Patrimoni Sella & C., Banco Desio Lazio, Banca Popolare di Roma – Gruppo Banca Etruria, e Emanuela Lombardi Leonardi, in arrivo da Deutsche Bank e in passato gestore private presso Banco di Sardegna e referente su Roma per conto di Arca Assicurazioni. L’ingresso di Barreca e Lombardi Leonardi, accreditati con un portafoglio di circa 40 milioni di euro ciascuno, fa seguito a quello di altri  sette professionisti, entrati in Banca del Fucino negli ultimi otto mesi.

Alessandro Barreca e Emanuela Lombardi Leonardi saranno operativi presso la nuova sede aperta nel cuore del quartiere romano Parioli-Pinciano in Via Po, interamente dedicata ai clienti private. “I private banker reclutati fino a oggi evidenziano elevate doti di relazione e portafogli gestiti importanti”, precisa Pignataro. “Si sta tanto parlando di robo-advisor, ovvero dell’automazione della consulenza ma noi crediamo che la tecnologia non possa sostituire il professionista. La nostra scelta è di andare nella direzione opposta perché siamo convinti che il cliente private desideri ritrovare quel rapporto umano che un tempo caratterizzava il legame banca-cliente”. L’istituto ha con una rete di 30 filiali. Ai paperoni quindi, accanto ai classici servizi private e consulenziali adatti alla clientela top, sono destinati anche tutti i servizi classici di una banca commerciale, ovvero accesso al credito, conto corrente, mutuo. Conclude il manager: “archiviata l’idea di metterci insieme a una SGR, abbiamo costituito un gruppo di advisory che va a valutare i portafogli e che si occuperà della consulenza avanzata a pagamento. Oltre a fare da supporto ai banker nell’analisi dei portafogli e nel fare manutenzione continua. Operiamo quindi in assenza di conflitti di interesse”. Infine, i banker di Banca del Fucino sono tutti assunti. “La reddittività media nei nostri portafogli viaggia tra 0,70% e 0,75%. Con questa percentuale i professionisti riescono a costruirsi un bonus aggiuntivo oltre alla retribuzione”, aggiunge. 

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