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Banca Cesare Ponti diventa strategica


Carige rilancia la controllata Banca Cesare Ponti che assume un ruolo strategico all’interno del nuovo piano industriale della banca ligure partecipata in maniera rilevante dalla famiglia Malacalza. Il compito di guidare la squadra che dovrà condurre la storica boutique del private banking meneghino a trasformarsi nel polo private di un gruppo bancario esteso dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, è stato affidato a Daniele Piccolo, milanese, 53 anni, nominato in questi giorni direttore generale dal consiglio di amministrazione della banca e con un passato di condirettore generale di Banca Albertini Syz. Il rilancio di Banca Cesare Ponti, oltre a Piccolo, vede anche volti nuovi in CdA dove, negli scorsi mesi, sono stati cooptati Beniamino Anselmi, banchiere di lungo corso, e Claudio Gargiullo, chief commercial officer della capogruppo, che ha seguito da vicino la definizione del nuovo piano strategico dell’istituto di Piazza Duomo.

Quali sono i numeri oggi?
Il Gruppo Banca Carige conta su 8.000 clienti e asset per circa 8 miliardi. La Banca Cesare Ponti conta su 2.500 clienti e 2 miliardi di euro di asset e, sul lato banca, tra gestioni patrimoniali e advisory ci sono circa 6 miliardi di asset. Puntiamo a gestire il modello di servizio private con la banca. Nel passato la struttura era questa: da un lato c’erano le strutture private solo in Lombardia e poi il resto erano parte della capogruppo. Ora abbiamo deciso di dare a Cesare Ponti il brand private del gruppo. Si tratta di un’operazione di efficientamento e ci aspettiamo un bel risultato. Il network di servizi è attualmente qualificato. La concentrazione è divisa tra il centro nord e la Sicilia. Si tratta, quindi, di un rafforzamento da Roma in su. Come gruppo bancario abbiamo una forte presenza accanto alle imprese soprattutto in Veneto e Emilia Romanga ma, dalla razionalizzazione, potrà nascere molto in termini di sinergie. 

La consulenza è la parte più rilevante del vostro mestiere. A cosa puntate?
Abbiamo intenzione di andare nella direzione della consulenza fee only e attendiamo a riguardo una più netta definizione del quadro normativo.

Come vedete i prossimi mesi?
Quanto ai volumi puntiamo a crescere, nel quinquennio, del 3% o anche di più ma non voglio allargarmi troppo. Per quanto riguarda prodotti e servizi, intendiamo estendere a tutta la clientela della banca la qualità dei servizi private. Vogliamo sviluppare e migliorare nel settore della consulenza dei settori non finanziari, quali la consulenza fiscale, l’arte, l’immobiliare, il wealth planning e la corpoate advisory (passaggio generazionale e pianificazione patrimoni). 

Ci saranno degli spostamenti in corso per i professionisti?
Tra Roma e Bologna e non pensiamo di spostare le persone. Stiamo facendo investimenti in termini di formazione e supporto. Oggi abbiamo consulenti a Milano ma non a Roma e a Firenze. Possiamo dire, per fare una sintesi, che la Banca Cesare Ponti è presente solo in Lombardia e Liguria mentre la capogruppo è in tutto il centro nord più Sicilia e Puglia. Come banca abbiamo una quota di mercato alta e possiamo crescere molto in Piemonte, Lazio e Toscana e sviluppare anche la consulenza alla clientela. Abbiamo intenzione di andare nella direzione della consulenza fee only. Tra Cesare Ponti e la Banca Carige i banker sono 120 con un portafoglio medio di 60-70 mln di euro. 

E sul tema Mifid II?
Ci stiamo adeguando. Vogliamo esplorare le opportunità che rivengono dalla Mifid2, anche guardando alle esperienze estere della consulenza fee only. Da un punto di vista operativo, il processo di adeguamento alla direttiva europea è piuttosto macchinoso ma, in una logica prospettica, ci dà dei benefici. Il nostro private opera già in architettura aperta. 

Dott. Piccolo, ci racconta la sua vicenda professionale?
Il mio percorso si svolge tutto nell’ambito bancario. Ho iniziato in Credem dove, in 25 anni, ho ricoperto diversi ruoli fino alla nomina a vice presidente di Banca Euromobiliare (Suisse). Dal 2007 sono passato in Banca Albertini Syz con la responsabilità diretta delle attività di private banking. Oggi approdo in Banca Cesare Ponti col mandato di realizzare un piano industriale ambizioso ma realistico che valorizzi il ramo private mettendo a fattor comune di tutto il Gruppo Banca Carige l’esperienza e le competenze di un brand storico e radicato nella piazza finanziaria più importante del Paese.

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