Azioni italiane, un caso di investimento rafforzato


In questo scenario macroeconomico positivo, il mercato italiano ha chiuso il mese di marzo con una performance del +4,14%, la migliore rispetto agli indici europei. C’è ancora spazio? Risponde Alfredo Piacentini, gestore del fondo OYSTER Italian Opportunities
 
Il fondo OYSTER Italian Opportunities EUR2 ha sovraperfomato il proprio indice di riferimento di +331 pb a fine marzo dall’inizio dell’anno in linea con l'andamento del mercato italiano che si posiziona tra i mercati europei con i migliori risultati nello stesso periodo. Il mercato italiano continua a offrire un potenziale di rialzo?

Sì, sostenuto da un momentum macroeconomico positivo, dall’attività di fusione e acquisizione, dall’inizio del QE e da valutazioni che restano interessanti.

Qual è lo scenario macroeconomico in Italia e le prospettive future? 

Tenuto conto di bassi prezzi del greggio, di una politica monetaria della BCE molto accomodante, della debolezza dell’euro e di una politica fiscale favorevole, lo scenario macroeconomico in Italia continua chiaramente a guadagnare slancio. Le previsioni ufficiali sulla crescita del PIL sono infatti state riviste al rialzo (per la prima volta in molti anni), passando dallo 0,6% allo 0,8%, accompagnate dal continuo miglioramento dell'indice PMI manifatturiero che raggiunge quota 52, e da un calo del tasso di disoccupazione per il secondo mese consecutivo sceso al 12,6% rispetto al picco del 13,2% di novembre 2014. In questo contesto gli indici della fiducia dei consumatori e delle imprese hanno registrato un importante miglioramento, toccando i livelli più alti rispettivamente dal 2002 e dal 2007. Anche le immatricolazioni di auto nuove hanno messo a segno una crescita a due cifre. Per di più, le riforme sono in corso e proseguono a un ritmo sempre più rapido, ne è la prova l'approvazione della legge di stabilità e del Jobs Act. Il 24 marzo, il Senato ha approvato il decreto sulle banche che contiene la riforma delle Popolari e per finire continuano le discussioni sull'ipotesi di creazione di una "bad bank" pubblica.

Anche se il paese potrebbe non essere ancora fuori dalla crisi, il peggio è passato e l’economia si sta stabilizzando: il processo di ripresa è davvero in corso? 

Sebbene si preveda che il mercato continuerà ad essere volatile anche quest'anno, il rapporto rischio/rendimento sembra molto interessante. Il mercato italiano è un elemento fondamentale per la ripresa dell'eurozona: le valutazioni restano convenienti e lo spread tra i rendimenti azionari e dei BTP non è mai stato così elevato. Nonostante l'andamento positivo registrato dall'inizio dell'anno, il mercato conserva un potenziale di rialzo. 

Può sintetizzare le motivazioni che ci portano a sostenere una tendenza rialzista del mercato italiano?

Dati sugli utili migliori delle aspettative con revisioni positive in corso. Valutazioni e rendimenti interessanti in termini assoluti e relativi. Azioni del governo. Attività di fusione e acquisizione. In questo settore, nelle ultime settimane emergono diverse operazioni (Pirelli, World Duty Free, Yoox, Sorin) e si prevede una serie di consolidamenti tra le banche cooperative.
 
In questo scenario macroeconomico positivo, il mercato italiano ha chiuso il mese di marzo con una performance del +4,14%, la migliore rispetto agli indici europei. Com’è andata? 

Le piccole e medie capitalizzazioni hanno sovraperformato grazie in particolare al contributo dei titoli finanziari e ciclici, mentre i titoli del settore energetico e delle telecomunicazioni hanno sottoperformato. Tuttavia, dati i forti afflussi di capitali sul mercato, la differenza tra le valutazioni delle small/mid cap rispetto ai titoli delle big cap si è ridotta e a questo punto ciò che conta è lo stock picking.

 Il fondo ha chiuso il mese con una performance del +6,25%, sovraperformando l'indice di 211 pb. Dall'inizio dell'anno il fondo ha registrato un rialzo del 26,13%, superando l'indice di oltre il 3%. Quali sono stati i titoli che hanno sostenuto maggiormente la performance?

Nel corso del mese sono stati FiatChrysler, FinecoBank e Pirelli. FiatChrysler è stato favorito dai dati positivi relativi alle immatricolazioni di auto nuove e dalle ipotesi sul valore dell'imminente quotazione in Borsa di Ferrari. Il titolo FinecoBank è stato oggetto ancora una volta di acquisti record a febbraio. E per finire Camfin ha annunciato la vendita della quota detenuta in Pirelli (26%) a China National Tire&Rubber al prezzo di €15per azione. Nel corso del mese abbiamo aumentato l'esposizione a Telecom Italia. Si tratta di una scommessa sul valore interno (è il più conveniente tra i suoi omologhi europei) con la futura entrata in gioco di catalizzatori che possono creare valore per gli azionisti: 1. la vendita di TIM Brazil (n°2 nella telefonia mobile, di cui Telecom Italia detiene i 2/3); 2. consolidamento a livello nazionale in un mercato della telefonia mobile saturo (possibile fusione tra Wind e H3G); 3. cessioni di attività (Towers, TI Media); 4. scioglimento della holding (Telco) che può provocare un'attività di fusione e acquisizione. Per quanto riguarda l'attività core, il nuovo business plan presentato a febbraio ha messo in evidenza i seguenti punti: 1. stabilizzazione dell'EBITDA interno con miglioramento previsto per il 2017 e proseguimento della crescita in Brasile; 2. investimenti per €14,5 mld: accelerazione degli investimenti interni e incremento della copertura di rete; 3. riduzione della leva finanziaria a 2,5 volte nel 2017 (rispetto a 3 volte).
 

 

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