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Attuazione della direttiva AIFMD in Italia: aspetti fiscali


Il Decreto AIFMD (the Alternative Investment Fund Managers Directive), che entrerà in vigore il 09 aprile 2014, contiene alcune disposizioni fiscali che impattano sull’industria del risparmio gestito e, in particolare, modifica il regime fiscale per i prodotti UCITS e le modalità per la determinazione della base imponibile per il reddito generato dagli investimenti nei veicoli UCITS italiani e/o stranieri mobiliari.

Il Decreto è stato pubblicato lo scorso 25 marzo sulla Gazzetta Ufficiale e implementa la Direttiva 2011/61/UE (AIFMD) che definisce le norme in materia di autorizzazione, funzionamento e trasparenza dei gestori di fondi di investimento alternativi. Lo scopo del decreto è quello di promuovere modelli di vigilanza comuni e pratiche di applicazione della AIFMD e delle sue misure di attuazione.

Un cambiamento importante è la semplificazione dei criteri di calcolo della base imponibile per le rendite finanziarie, derivanti da partecipazioni detenute in veicoli UCITS  mobiliari italiani e stranieri, eliminando il riferimento ai valori specificati nel prospetto periodico del fondo segnalando il NAV. Le nuove misure incideranno anche sul trattamento fiscale degli ETF, che in genere non vengono scambiati al NAV.

Attualmente, gli investimenti in ETF danno origine a due tipi di reddito: la differenza tra il NAV alla data di vendita delle unità e il NAV alla data della loro acquisizione, che è un reddito da investimenti di capitale soggetto alle trattenute al tasso attuale del 20%, e proventi diversi (plusvalenze e minusvalenze), derivanti dalla differenza tra la vendita effettiva e l’acquisizione al netto del ratei attivi da investimenti di capitale, che è soggetto ad un'imposta sostitutiva alla stesso tasso. I dividendi distribuiti dagli ETF costituiscono forme di reddito del capitale d’investimento.

Il Decreto AIFMD ha eliminato questi criteri di calcolo complessi e tutti i proventi derivanti da investimenti in ETF verranno considerati redditi finaziari, mentre tutte le perdite saranno considerate come redditi diversi. Queste nuove modifiche dovrebbero ripercuotersi anche sui fondi diversi dai fondi quotati (ETF), che non forniscono il prospetto giornaliero del NAV.

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