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Area Euro e Africa, il mix vincente di 8a+SGR


Area Euro e Africa. Questo il mix vincente per 8a+Investimenti Sgr, che a settembre dello scorso anno ha lanciato Kilimanjaro, il primo fondo con focus sull’Africa, gestito da una SGR italiana. FundsPeople ha tracciato con Tiziano Bellemo, institutional client manager di 8a+Investimenti Sgr, il bilancio del primo anno di questo fondo, con un'ottica più allargata.  A livello globale, infatti, nel panorama attuale dei mercati ci sono aree che presentano maggiore vulnerabilità di altre, come  Cina ed emergenti; aree dove probabilmente i rischi sono maggiori delle opportunità (Usa); e infine aree dove le opportunità sembrerebbero dominare (come euro e Africa). Non è facile quindi districarsi in questi mercati, dominati da un'elevata volatilità.

E pensare che per il calendario cinese, il 2015 è l’anno della pecora, animale solitamente mite e tranquillo. “Da quello che abbiamo visto finora - spiega invece Bellemo - lo scenario di investimento e i mercati finanziari nel 2015 hanno mostrato un comportamento che mal si concilia con la tranquillità e la mitezza”. In questa prima parte, l’anno è stato caratterizzato, infatti, da eventi importanti, sia sul fronte delle buone notizie, come nel caso dell’avvio del QE da parte della Banca Centrale Europea, sia sotto il profilo di elementi potenzialmente molto dannosi per il ciclo economico, come l’evoluzione a tratti imprevista della crisi greca e il crollo della borsa cinese. “Questi fattori, proprio perché insistono su aree che sono al cuore del motore economico mondiale, hanno generato un’elevata volatilità sui principali mercati che si sono quindi mossi soprattutto a causa di headline risk, tendendo a relegare in secondo piano le notizie macro”, aggiunge l'Institutional Client Manager di 8a+Investimenti Sgr, che riporta poi l’attenzione proprio sul ciclo economico. 

Zona Euro

“Nella Zona Euro i dati di crescita hanno sorpreso al rialzo”, prosegue l'esperto, che dice che questo elemento è fondamentale perché l’area era reduce da una serie di trimestri a velocità ridotta e inferiore alle attese degli analisti. “Intendiamoci, non siamo di fronte a svolte epocali – puntualizza Bellemo  - ma la combinazione di rilassamento delle financial conditions generato dal QE, indebolimento dell’euro rispetto al dollaro ed effetto sui consumi del calo del prezzo del petrolio hanno impresso un forte stimolo all’economia che, ragionevolmente, continuerà a facilitare la ripresa del Vecchio Continente”. 

Secondo Bellemo, per un investitore in azioni ciò è tanto più attraente perché si sta traducendo in crescita degli utili aziendali. Le stime d’incremento dei profitti fatte dagli analisti per le società dell’Eurozona sono infatti decisamente positive e in miglioramento di mese in mese. “Questo aspetto caratterizza soprattutto l’area Euro ed è rilevantissimo perché, in un contesto di rendimenti che hanno probabilmente smesso di scendere e che in alcune aree potrebbero anche salire in modo importante, è proprio dalla crescita degli utili che arriva la benzina per l’ulteriore rialzo dei mercati azionari”.

Stati Uniti

Non si può dire che lo scenario sia altrettanto favorevole nelle altre principali aree mondiali. “Negli Usa la crescita sembra in miglioramento dopo i brutti dati del primo trimestre, ma la politica monetaria, per un lunghissimo periodo fortemente espansiva, potrebbe diventare meno accomodante già a partire dall’autunno – illustra Bellemo - E se si osservano le serie storiche di lungo periodo, si nota come l’avvio del rialzo dei tassi da parte della Fed si accompagna a una pausa di assestamento per gli indici di Borsa. Il manager di 8a+Investimenti Sgr ricorda poi che, sebbene le imprese americane stiano riportando profitti migliori delle attese di mercato, nel secondo trimestre 2015, per la prima volta da tre anni, il monte utili complessivo mostra una flessione, sia pure limitata a pochi punti percentuali. E l’indice S&P scambia ora a prezzi che collocano le valutazioni nella parte alta dei valori di medio termine. 

Mercati emergenti

Considerazioni non molto diverse possono essere fatte per i mercati emergenti, tradizionalmente non favoriti sia da politiche monetarie restrittive negli Usa, sia dal cattivo andamento delle materie prime, oltre che dalla forza del dollaro. Le economie asiatiche, in particolare, dovranno anche fare i conti con gli effetti del rallentamento della Cina e con i possibili impatti sull’economia che derivano dallo scoppio della bolla della Borsa locale.

Opportunità di investimento: Area Euro e Africa

Credo quindi che l’Area Euro possa davvero essere il posto migliore dove investire - commenta Bellemo -  Pur se non esente da rischi di contagio da eventi non favorevoli che potrebbero manifestarsi altrove, come un rallentamento oltre le attese in Cina, o i colpi di coda della crisi in Grecia (tamponata, ma probabilmente non risolta), la Zona Euro può contare su contributi endogeni che rendono finalmente la ripresa più stabile e solida rispetto al passato e alle altre aree”. Bellemo prosegue poi dicendo che se le considerazioni di valore relativo valgono per l’Eurozona, se ne possono fare di altrettanto interessanti per l’Africa e in particolare per la fascia sub-sahariana. “I Paesi di quest’area mostrano un profilo di crescita eccellente da qui ai prossimi 20 anni che non ha uguali in nessun’altra parte del mondo - spiega -  Inoltre, a differenza di molte economie emergenti e sviluppate, gli Stati dell’Africa centrale hanno conti pubblici in ordine. Infine le valutazioni alle quali è possibile investire in azioni e in obbligazioni locali appaiono attraenti”.

Il fondo Kilimanjaro: efficace veicolo di diversificazione e decorrelazione

Questo insieme di ragioni ha convinto 8a+ Sgr dell’opportunità di lanciare a settembre dello scorso anno Kilimanjaro, il primo fondo con focus sull’Africa gestito da una SGR italiana. “Il comparto di 8a+ Sicav è flessibile con una value proposition bilanciata e investe su selezionati mercati del Sub-Sahara, quelli che meglio si caratterizzano per efficienza e per regolamentazione più avanzata”, commenta Bellemo, che ritiene che questo strumento rappresenti anche un efficace veicolo di diversificazione e decorrelazione che, soprattutto in una fase come l’attuale dove i rendimenti delle attività finanziarie sono strutturalmente contenuti, diventa un ingrediente fondamentale di una buona ricetta d’investimento. “Penso che Kilimanjaro, grazie all’esposizione alla grande crescita economica del continente africano che è in grado di offrire, possa legittimamente ricavarsi uno spazio all’interno della quota di allocazione destinata ai mercati emergenti che, proprio a causa della conclamata difficoltà dei BRIC, merita a questo punto un serio ripensamento”, dichiara l'esperto.

Caratteristiche del fondo

Kilimanjaro è gestito da 8a+ Sgr con uno stile attivo. Investe in azioni e obbligazioni emesse da Paesi dell’area sub-sahariana, in particolare Nigeria, Ghana, Kenya, Mauritius e Sud Africa, i mercati meglio regolamentati e più liquidi. “Può avere una esposizione ad azioni tra il 30% e l’80% del portafoglio e a obbligazioni tra il 20% e il 70%”, precisa Bellemo, che poi aggiunge che “al momento il portafoglio è investito al 50% circa in azioni e al 35% in obbligazioni”, che “i Paesi maggiormente rappresentati sono Nigeria, Kenia e Sud Africa” e che “i settori preferiti, invece,  sono in primis il finanziario, che beneficia dell'enorme crescita dei mobile financial payments che nei Paesi dell'area ha livelli di penetrazione pari a un multiplo di quelli dei Paesi sviluppati e se ne prevede l'ulteriore sviluppo, e in secondo luogo, l'industria dei beni di consumo, perché lo sviluppo della classe media ne favorirà la crescita analogamente, ma molto più rapidamente di quanto avvenuto nelle società occidentali”. 

Bilancio del primo anno

“Il rendimento dalla partenza è stato negativo, da un lato per le incertezze geopolitiche e il crollo del prezzo del petrolio, materia prima che contribuisce significativamente al prodotto interno lordo di alcune economie della zona e dal cui andamento dipendono in misura rilevante i budget fiscali. Dall'altro, la debolezza che ha caratterizzato molte valute locali ha contribuito negativamente al rendimento finale del prodotto”, spiega Bellemo, che però poi precisa che il fondo ha ottenuto nel periodo risultati superiori alla maggior parte dei concorrenti. “Siamo convinti che questi fattori contingenti non modifichino minimamente l'investment case che giustifica l'inserimento in portafoglio di Kilimanjaro, basato su crescita economica assoluta e relativa dei Paesi dell'area e sul valore di diversificazione e decorrelazione offerto dal prodotto”, conclude  l'institutional client manager di 8a+Investimenti Sgr.

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