Anima SGR: meglio (per ora) bond societari e azioni USA


Incertezza in Europa, occhi puntati agli Usa, bene gli emergenti e sul mercato obbligazionario preferenza per gli high yield. Sono questi i punti salienti che dal team gestionale di Anima SGR mettono a fuoco. Soprattutto dopo il voto britannico che ha segnato l’Europa e che ha aperto uan fase di incertezza potenzialmente molto lunga. “I mercati finanziari hanno reagito in modo molto brusco, preoccupati dal rischio di una crisi finanziaria e, appunto, dall’incertezza sugli impatti economici della Brexit. A guidare i ribassi sono stati i listini più fragili (Grecia, Italia, Spagna) e a livello settoriale i titoli finanziari. Impatti rilevanti si sono registrati anche nel reddito fisso, con un flight to quality che ha spinto ancora più in basso i rendimenti decennali dei treasury americani al 1,445% e i bund tedeschi al -0,127% e spinto di converso verso l’alto lo spread sui titoli governativi della periferia e sui corporate.

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Pertanto, nel breve periodo, la view della società di gestione milanese su azioni e obbligazioni si conferma neutrale, con un approccio tattico e flessibile, considerando lo scenario in continua evoluzione. I fondi flessibili mantengono l’esposizione ai rischi molto bassa, mentre i fondi direzionali sono caratterizzati da differenze rispetto ai benchmark attenuate.

Titoli societari e high yield in pole position

Dopo il voto del 24 luglio i rendimenti sui titoli governativi dell’Europa core e degli USA hanno subito un ulteriore abbassamento. “Sulla base di analisi di carattere fondamentale, continuiamo a esprimere una preferenza relativa per l’asset class dei titoli societari e degli high yield, le uniche che continuano a offrire una valida risposta alla domanda di rendimento, anche se maggiormente esposte nel breve termine alla volatilità e a situazioni di scarsa liquidità”, dicono da Anima.

Azioni? Meglio quelle americane

In un clima di forte volatilità ed incertezza sulle borse europee la SGR si dice più cauta sull’Europa, a vantaggio dell’America. “Nell’immediato sono troppo incerti gli sviluppi della Brexit per permettere una presa di posizione netta sui listini europei. Questo si traduce, per i fondi azionari flessibili di Anima, in un posizionamento scarico di azioni, come quello adottato prima della Brexit, e che ha permesso nelle ultime settimane di contenere drasticamente la volatilità”. Senza contare poi la posizione più cauta anche sull’Italia, penalizzata dai finanziari e gravata dal nodo dei crediti in sofferenza delle banche.

D’altronde sugli USA la SGR cambia giudizio: da negativo a neutrale. “Si conferma un mercato più caro di altri, ma senza dubbio allo stato attuale più difensivo. Lo sviluppo dell’economia americana prosegue a ritmo moderato, ma l’inflazione rimane contenuta e le aspettative sulla stessa in Usa sono calate. Il Fomc della Fed propendeva per due rialzi nel corso del 2016, ma in realtà l’orientamento al momento appare più conservativo”:

Giudizio costruttivo invece per le borse emergenti. “Nei primi sei mesi di quest’anno l’andamento dei mercati emergenti ha registrato un trend positivo. Per la seconda parte dell’anno, la nostra idea rimane costruttiva, ma crediamo che molto dipenda ancora dalla Banca centrale americana: se la Fed temporeggerà ulteriormente sulla stretta della sua politica monetaria, mantenendo tassi bassi più a lungo, allora queste Borse non potranno che trarne un vantaggio, sarebbero invece sfavoriti da un rafforzamento eccessivo”. Spiegano dal team gestionale. “Il fatto poi che prosegua la stabilizzazione del prezzo del petrolio e di alcune altre materie prime non può che giocare a favore del miglioramento delle prospettive economiche di molti Paesi emergenti e nel medio periodo dell’evoluzione della crescita globale, così come dei mercati azionari considerati nel loro complesso”. Guardando a vista il rialzo dello yen, sulle borse asiatiche il giudizio di Anima resta poi neutrale.

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