Anima SGR: il recupero c'è ma è ancora tempo di prudenza


"Troppo lenta, troppo fragile", ha detto il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde in un discorso alla Goethe di Francoforte. Come a dire non siamo in crisi, ma i problemi sul rallentamento del commercio globale, l'aumento della volalitità sui mercati e i rischi per la stabilità finanziaria ci sono ancora tutti. Senza contare poi i timori geopolitici, come il terrorismo e  l'ondata di rifugiati. In attesa di capire cosa verrà fuori dalla pubblicazione, la prossima settimana, del nuovo World economic outlook dell Fed, secondo Carlo Majolo, Market specialist di Anima SGR, "gli elementi d'incertezza permangono. Se da una parte la banche centrali hanno rassicurato il mercato, con un importante recupero delle materie prime e una stabilizzazione sul fronte valutario e dei mercati emergenti - segnali che incoraggiano l'avoluzione dle quadro macro - nella seconda metà del 2016 si individuano almeno tre fattori d'incertezza: la Brexit, l'evoluzione delle politiche monetarie in Usa, con la probabilità di due rialzi dei tassi, e l'incertezza sull'evoluzione del settore bancario in Europa in un contesto di tassi bassi e con sofferenze presenti che continuano ad essere un problema in futuro".

In realtà qualcosa è successo: " da circa un mese e mezzo è in atto un recupero importante delle asset class rischiose dei mercati azionari, obbligazioni a spread e mercati emergenti", sottolinea Majolo. Per intenderci, gli azionari di oltre il 10% e le obbligazioni high yield europee del 5% e i bond emergenti quasi del 6%. In questo le decisioni delle banche centrali hanno avuto un ruolo determinante, con una serie di provvedimenti che hanno importanti effetti sull'inflazione.

Parola d'ordine: ancora una volta "prudenza"

Il direttore Investimenti di Anima SGR, Armando Carcaterra, non ha dubbi a riguardo: per quanto riguarda i portafogli azionari europei la parola d'obbligo, vista l'incertezza di questi primi mesi, è la prudenza. "Abbiamo vissuto un primo mese e mezzo di caduta verticale dei mercati e un secondo mese e mezzo di parziale recupero. S'intravede un sentiero positivo, dopo la pesante caduta. Ma una serie di elementi d'incertezza permangono. Per questo abbiamo dei portafogli flessibili, impostati all'insegna della prudenza con preferenza per settori difensivi o semidifensivi, come i settori del consumo in Europa. Abbiamo aumentato l'esposizione al settore industriale e rimaniamo sottopesati sul settore finanziario. Gestire dei portafogli azionari flessibili con basso livello d'investimento e basso livello di rischio che c'ha permesso di contenere le perdite rispetto ai mercati azionari di riferimento".

Se da una parte la volatilità è un tema centrale che rischia di accompagnarare i mercati nel corso di tutto il 2016, dall'altra trovare valore nel mondo obbligazionario è molto complesso, come aggiunge Luca Poltronieri, relationship manager della SGR milanese. "Per quanto riguarda gli obbligazionari area Europa i rendimenti sono molto complessi e negativi. In questo contesto è estremamente difficile oggi più che mai ricercare ed estrapolare del valore. Per questo abbiano lanciato due nuovi prodotti su obbligazioni e governativi corporate a livello globale, con una gestione tattica della duration e delle valute".

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