Anima SGR: Europa e periferici sono ancora i preferiti all’interno dei portafogli azionari


Ancora un occhio di riguardo per le Borse europee e soprattutto per quella italiana, che si muove intorno ai massimi degli ultimi tre anni. Nonostante il rafforzamento della moneta unica stia ritardando la ripresa degli utili, l’Europa e in particolare i listini dei Paesi periferici sono l’area geografica privilegiata all’interno dei portafogli dei fondi azionari. Nei portafogli equity di Anima sull’America l’esposizione resta neutrale, l’Asia invece passa da sovrappeso a neutrale; per quanto riguarda i Paesi emergenti la posizione è ancora di leggero sottopeso.

L’ultimo World Economic Outlook, il rapporto sull’economia globale del FMI appena diffuso, ha leggermente rivisto al rialzo le stime per l’economia dell’Eurozona, portandole quest’anno all’1,2% e all’1,5% nel 2015. Il Vecchio Continente è quindi fuori dalla recessione, anche se, precisa il FMI, la crescita sarà “più forte nei Paesi core e più debole in quelli con un debito alto (sia privato sia pubblico) e con una frammentazione finanziaria”. L’organismo di Washington sottolinea però il “minore peso (delle misure di aggiustamento) fiscale e una certa ripresa della domanda privata per la prima volta dal 2010” come fattori determinanti della ripresa, anche se “gli strascichi della crisi - alta disoccupazione, bilanci pubblici e privati ancora deboli, stretta del credito e ampio debito - uniti a impedimenti alla crescita di lungo termine, devono essere risolti”. La Germania, ancora una volta, è indicata come il paese che fa da locomotiva in Europa, con un Pil che crescerà dell’1,7% quest’anno e dell’1,6% nel 2015. Il graduale miglioramento del quadro macro, a tendere, dovrebbe riflettersi sulle attese degli utili.

Commenta Armando Carcaterra, direttore investimenti di Anima SGR: “Va tuttavia segnalato che, nonostante questo quadro costruttivo, a parte la Borsa italiana che rappresenta un’eccezione, i principali indici europei hanno mostrato, da inizio anno, una performance leggermente negativa, complice anche la delicata questione relativa alla crisi in Ucraina.

Per quanto riguarda il posizionamento dei fondi azionari europei in termini settoriali, alla luce del miglioramento degli indicatori macroeconomici in Europa, resta confermata la posizione di sovrappeso sul settore finanziario. Inoltre, è stato aumentato il peso sul settore energetico a neutrale, per effetto del cambiamento di strategia degli investimenti da parte delle maggiori società petrolifere, che potrebbe concorrere a uno sviluppo della generazione di cassa e all’aumento dei dividendi. Il settore inoltre tratta a multipli relativamente bassi ed è poco detenuto dagli investitori. Abbiamo una visione positiva anche sul settore farmaceutico, considerata la sostenibilità della crescita delle vendite, derivante sia dai nuovi prodotti lanciati sia dalle ricche pipeline a maggiori società. Inoltre, la solidità dei bilanci e l’alta generazione di free cash flow favoriscono la crescita della remunerazione per gli azionisti. Abbiamo invece una posizione di sottopeso sia sul comparto delle telecomunicazioni che dei consumi non discrezionali e anche su quello delle utilities”.

In base al World Economic Outlook anche l’economia italiana torna a crescere: dopo il calo dell’1,9% del 2013, per quest’anno, il FMI prevede una crescita del PIL dello 0,6% e dell’1,1% per il 2015. Oltre alle stime sul Pil, il rapporto ha indicato per l’Italia una disoccupazione in crescita al 12,4% nel 2014, che dovrebbe scendere nel 2015 all’11,9%. Di qui la necessità, da parte del FMI, di riforme strutturali a partire da quelle in materia di lavoro. In particolare, il FMI sottolinea le difficoltà di accesso al credito come uno degli ostacoli di fondo alla crescita domestica, ma anche di Francia, Irlanda e Spagna. Rimane comunque positiva l’intonazione del mercato azionario italiano, con l’Msci in progresso del 14% da inizio anno. 

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