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Amundi stringe su Pioneer


Il mercato guarda con attenzione all’operazione Pioneer, il braccio del risparmio gestito del gruppo UniCredit che l’ad Jean Pierre Mustier ha messo in vendita e su cui hanno messo gli occhi in tanti. Un dossier rilevante per il Paese sia per gli impatti industriali sul sistema bancario e del risparmio gestito sia per le implicazioni politiche. La lista dei pretendenti, come già anticipato da FundsPeople, si è ristretta a quattro nomi: Poste, in tandem con Cdp e Anima, Axa, Generali e, appunto, Amundi che, secondo alcune fonti vicine al dossier, potrebbe essere in grado di mettere sul piatto un’offerta molto ricca, anche grazie all’enorme massa di liquidità. Che si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro.

Amundi, guidata in Italia daAlessandro Varaldo, ha masse in gestione pari a 43 miliardi di euro ed è il maggiore player europeo del risparmio gestito. Gli analisti valutano positivamente una soluzione industriale per Pioneer, anche se Poste sarebbe più protezionistica rimanendo in territorio domestico e favorendo quindi l’emissione di titoli di stato. Alcuni report evidenziano come in caso di successo nell’operazione del gruppo francese (parte di Crédit Agricole che in Italia distribuisce i suoi fondi attraverso le filiali del gruppo) quest’ultimo vedrebbe una crescita dell’Eps del 16%. I due gruppi sono complementari quanto a esposizione degli asset: entrambi, sia Pioneer sia Amundi, hanno metà delle masse investite in titoli a reddito fisso, che includono titoli di debito sovrano anche italiano e bond corporate.

Ad Amundi è sempre interessato il mercato italiano. A oggi la società ha investito 20 miliardi di euro in titoli di Stato italiano, ha acquistato 10 miliardi di euro in obbligazioni di aziende italiane e ha elargito moltissima liquidità alle banche italiane negli ultimi anni. Tanto che si parla di più 20 miliardi di euro. E al gruppo interessa molto Pioneer “dato che può essere considerato a tutti gli effetti l’operatore italiano più internazionale, gestisce masse complessive per oltre 220 miliardi di euro, la metà delle quali raccolte all’estero. Stati Uniti compresi”, dice un analista di Deutsche Bank.

Ad Amundi interessa Pioneer perché da questa operazione nascerebbero, secondo un altro analista di una sim italiana che preferisce non essere citato “nuove forti sinergie nelle reti distributive che andrebbero a muovere il mercato del risparmio gestito in Italia”. Ora è tempo di presentare le offerte vincolanti e questo avverrà entro la metà di novembre. Del resto Unicredit presenterà il piano industriale il prossimo 13 dicembre e in quella data dovrà avere scelto uno dei concorrenti in lizza.

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