Varaldo (Amundi SGR): "Il 2016? Un anno difficile ma proficuo"


Lo aveva detto Xavier Musca, presidente di Amundi, nella conferenza più attesa dell’anno: “Abbiamo fiducia nell’Italia”. La scorsa settimana il gruppo francesce annunciava l’acquisizione di Pioneer Investments (al costo di 3,545 miliardi di euro), consolidando la sua posizione di leader europeo nell’asset management e creando l’ottavo asset manager a livello globale, con masse in gestione pari a 1.276 miliardi. A ruota, la fiducia nel Belpaese, è quella che emerge dalle stanze di piazza Cavour, a Milano. Qui Alessandro Varaldo, amministratore delegato e direttore generale di Amundi SGR, racconta a Funds People di un 2016 “inaspettato, oltre che difficile per l’industria del risparmio in generale”. Ma anche di una società che realizza i suoi migliori risultati di sempre: 43 miliardi di masse in gestione nel mercato italiano nel terzo trimestre, con una crescita del 9%, quasi quattro volte in più del resto del  mercato.

Perché? “Il risultato è da legarsi alla capacità del Gruppo Amundi di ascoltare i bisogni dei clienti e di sviluppare soluzioni di investimento innovative e anche personalizzate, che integrano una gamma molto ampia e diversificata, che va dagli investimenti reali (private debt e real estate) ai fondi attivi e passivi (ETF e smart beta), passando per le expertise meno correlate alle fasi negative dei mercati (volatilità e approccio value). Per quanto riguarda il private debt, prosegue il nostro supporto all’economia reale italiana con l’investimento in un’emissione obbligazionaria a 6 anni destinato alle aziende agroalimentari italiane a cui ne seguiranno altri a breve”, dice Varaldo. L’ultima emissione riguarda infatti il settore agroalimentare emiliano. Ma gli auspici per il 2017 includono la possibilità di spingere gli investitori finali a diversificare anche attraverso una forte componente d’investimento nelle piccole e medie imprese italiane.

Ad oggi la SGR offre oltre 80 fondi di diritto italiani, inclusi quelli strutturati e target maturity, 85 ETF quotati e oltre 60 comparti autorizzati alla distribuzione retail. Tra i prodotti best seller Varaldo ne cita almeno tre: l’Amundi Protezione 90, un fondo che protegge il capitale fino al 90% laddove il portafoglio si adatta alla situazione di mercato, in funzione dell’analisi fondamentale e delle convinzioni del team di gestione; l’Amundi Obiettivo, un fondo a cedola che si pone come fine quello di proteggere il capitale ma anche di avere un crescente investimento azionario sui tre profili di rischio e l’Amundi Accumulazione Attiva Low Carbon.  “Investe in aziende che non sono legate alla produzione di idrocarburi. D’altronde il tema ambientale fa parte della cultura del gruppo, che da sempre ha firmato tutti i protocolli a livello internazionale”, ribadisce l’amministratore delegato.

Se gli investitori italiani, negli ultimi due anni, hanno spostato più del 10% dei flussi dai titoli di Stato a forme di wealth management alternativi, come prodotti assicurativi di ramo 1 e 3, fondi e gestioni patrimoniali, Amundi SGR ha premuto l’acceleratore anche sul nuovo ruolo di advisory.  “Proseguiamo i nostri investimenti nel modello di advisory evoluta dedicato alle reti fondato su tre pilastri (asset allocation, portafogli modello e formazione su temi di finanza tradizionale e comportamentale), a testimonianza della nostra volontà di supportare i distributori nella trasformazione del proprio modello di servizio in favore della clientela”, spiega Alessandro Varaldo. “Avere fondi flessibili, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi ha rappresentato un successo importante per catturare gli investimenti”, aggiunge.

Per questo in merito ai buoni propositi legati all’anno che arriva c’è di sicuro il rafforzamento del modello di advisory: “vogliamo essere sempre più al centro di competenze e riferimento di tutti i distributori sia in materia di asset allocation sia di mediazione delle soluzioni d’investimento, anche grazie alla nuova opportunità offerta dai Pir (piani individuali di risparmio ndr). A questo proposito fa il paio anche la formazione e l’informazione. A breve Amundi SGR inaugurerà AgoraMi, uno spazio accademico, con sede a Milano, dove verrano formati i dipendenti ma anche i consulenti finanziari e i private banker della società. A latere il gruppo ha acquisito di recente una società tecnologicamente avanzata per creare nuovi supporti digitali a favore dei distributori. Infine il capitolo Pioneer, tutto da organizzare.

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