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Ambrosetti AM: ecco come affrontare gli impatti di MiFID II


L’industria del risparmio gestito ha chiuso il primo semestre dell’anno con una raccolta pari a 56,5 miliardi di euro, superando la soglia dei 2 mila miliardi. Con l’introduzione di MiFID II assisteremo a una nuova fase di crescita del settore, dove i player più piccoli rischieranno di subire maggiormente la rinnovata struttura della consulenza indipendente, mentre i big player saranno più avvantaggiati in quanto soggetti più strutturati che già offrono servizi a valore aggiunto sulla base delle esigenze della clientela. Secondo Riccardo Ambrosetti, presidente e fondatore di Ambrosetti AM SIM, da qui a cinque anni è molto probabile che ci saranno un pugno di campioni del risparmio gestito. “Fino ad ora eccellenze nel settore non ne sono emerse perché é stato sufficiente investire sulla distribuzione. Ora diversi player ritengono insostenibile l’attuale modello e stanno intervenendo spesso per vie esterne a rinforzare le capacità di produzione”, spiega il presidente.

Impatto di MiFID II sul modello di business

A circa quattro mesi dall’entrata in vigore di MiFID II, la casa italiana sta valutando gli impatti della nuova normativa sul proprio modello di business, cercando di capire come verrà applicata dai diversi Paesi. “Un tema che potrà risultare premiante per la società riguarda i rebates. La necessità è quella di sviluppare modelli consulenziali robusti, documentati, originali e qualificati probabilisticamente, come quelli da noi proposti”, afferma l'AD Alessandro Allegri. Inoltre, un altro aspetto di cui si parla ancora poco è l’obbligo di separare e dichiarare i costi della ricerca finanziaria da quelli dell’intermediazione. Secondo Ambrosetti questo porterà a valorizzare più compiutamente la qualità e i risultati offerti dal partner di analisi così da premiare maggiormente le boutique che possono certificare risultati oltre la media. Un altro cambiamento consisterà nell’offrire maggiore qualità e diversificazione, contrariamente ad un prodotto standard. Fino ad oggi, il private banking ha offerto ai suoi clienti qualificati gli stessi prodotti del retail. “È un tema molto sentito dalle realtà più dinamiche e troverà prossimi sbocchi in soluzioni maggiormente targettizzate”, precisa l'AD.

L'approccio data driven

Nello scenario attuale, per qualsiasi asset manager moderno è fondamentale investire risorse significative nell’attività di ricerca in modo da costruire modelli che garatiscano ai clienti risultati adeguati alle aspettative di rischio e rendimento. Tra le innovazioni più importanti dell’industria dell’asset management troviamo l’approccio ‘data driven’. Nel 2007 AAM ha depositato il marchio Evidenced Based Performance Analysis (EBPA) che racchiude il know how proprietario ‘data driven’, una metodologia proprietaria di analisi che utilizza l’enorme disponibilità di dati finanziari al fine di individuare rischi e rendimenti prospettici. “Da qui nasce quello che noi chiamiamo Evidence Based Asset Management, che applica un approccio data driven alle decisioni di investimento, per fornire soluzioni di asset allocation, asset selection e market timing ad elevato rapporto rendimento/rischio. "Utilizziamo un approccio prevalentemente a ritorno assoluto che si basa su un sofisticato modello previsionale di nostra proprietà, che definisce le scelte di asset allocation in funzione dei rischi e dei rendimenti attesi, attraverso un sistema di calcoli probabilistici”, spiega Ambrosetti.

Per la società è fondamentale il concetto di cognizione rapida, ovvero la predisposizione di una piattaforma informativa che consenta di monitorare in modo costante lo sviluppo delle scelte di investimento, assicurando il tempestivo intervento nella gestione attiva di rischi e delle opportunità che sono, per natura, in continuo mutamento. Il presidente spiega come “la metodologia di AAM è ‘universale’ e può essere facilmente integrata in processi di analisi più tradizionali. I nostri clienti sono tipicamente asset manager già dotati di strutture di gestione che importano valore aggiunto dal nostro approccio proprietario ‘data driven’”.

Strategia absolute return

Tra le strategie di investimento della casa italiana troviamo la VolCor, che consente di selezionare titoli azionari euro large cap che soddisfano simultaneamente requisiti di bassa volatilità e bassa correlazione con lo scopo di realizzare un portafoglio azionario a basso rischio complessivo. “Si tratta di una strategia absolute return, decorrelata e con un sottostante liquido, in grado di offrire rendimenti positivi, costanti e competitivi con l’obbligazionario di antica memoria, usando però strumenti azionari”, afferma Allegri. Questa metodologia consente alla società di offrire prodotti in grado di generare rendimenti positivi con un elevato controllo del rischio, indipendentemente sia dall’andamento dei tassi di interesse che dei mercati azionari. “Il modello proprietario che abbiamo creato è destinato ad un riduzione significativa del rischio sottostante ad investimenti azionari”, conclude l'AD.

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