Alliod (Alpi Fondi): "Il nostro controllo del rischio è rigido e costante"


Benché gli ultimi tempi non siano stati particolarmente favorevoli per gli hedge fund (da inizio anno secondo i dati di Assogestioni hanno perso oltre 200 milioni) l’Alpi Hedge continua a fare buone perfomance. Il fondo, che rientra tra i Consistenti Funds People e con oltre 100 milioni di asset in gestione, è lontano dalla perfomance stellare che ebbe fin dal suo lancio, nel 2011. Eppure, in un momento difficile, sa difendere bene i suoi investitori e segnare dati positivi: “le perdite sono state in genere sempre molto contenute. Il massimo drawdown dalla partenza è stato di -1,19% nel febbraio 2016 in occasione di uno shock di mercato molto violento, a cui seguì un recupero in tempi rapidi”, spiega Guido Alliod, fund manager e ‎direttore investimenti di Alpi Fondi SGR.

La filosofia di base è di individuare inefficienze di mercato di brevissimo o breve periodo e sfruttarle per generare rendimento costante senza un’esposizione direzionale al rischio. Il principio ispiratore della strategia è quello di evitare perdite e se possibile generare rendimento”, afferma. Certo, è ovviamente difficile, se non impossibile, fare previsioni (Brexit insegna). "Da parte nostra sappiamo che la performance di Alpi Hedge è positivamente correlata al livello dei tassi di riferimento, allo spread bid-ask sui mercati obbligazionari, alla volatilità e alla liquidità dei mercati obbligazionari. Questi sono dunque gli elementi che, se si verificheranno sui mercati, ci potranno favorire. Anche le decisioni sul prolungamento del QE ovviamente influenzano i nostri risultati”, chiarisce Alloid.

L'universo investibile

La strategia del fondo è di relative value fixed income con approccio trading che ricerca il profitto dal disallineamento di prezzo tra strumenti soggetti a correlazione. “Alta volatilità e bid ask spread elevati garantiscono maggiori opportunità di rendimento per la nostra strategia; se abbiamo anche liquidità sui mercati le possibilità di generare risultati aumentano”, aggiunge l’esperto che poi spiega come il fondo investa principalmente in emissioni obbligazionarie governative e societarie quotate o in fase di emission. Anche se è possibile anche un’esposizione residuale in altre asset class o strumenti derivati.

Il tutto utilizzando un modello di selezione valutativo per identificare mispricing di mercato che tipicamente rientrano in un orizzonte temporale di breve termine. “Considerato il nostro universo investibile, nel nostro portafoglio si possono trovare molti strumenti del settore finanziario, semplicemente perché una grossa parte delle emissioni societarie in euro quotate su mercati regolamentati si riconducono a quel comparto. Il nostro approccio è però molto dinamico, la quantità di titoli costantemente monitorati è veramente consistente, il turnover è elevato, gli strumenti entrano ed escono dal portafoglio secondo logiche precise che prescindono da una scelta di settore”, dice il fund manager. Che poi si sofferma sul controllo del rischio “rigido e costante” che “viene effettuato in real time tramite appositi applicativi proprietari e si basa su precise regole di stop loss e take profit a livello di posizione e portafoglio”.

Ad ogni modo, conclude Alliod, “mi piace pensare di aver fatto bene ogni volta (e ce ne sono state parecchie) in cui ho messo in sicurezza il portafoglio e ho raggiunto il mio primo obiettivo: la protezione del capitale degli investitori”.

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