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Alessandra Manuli: Maggiori opportunità alla strategia long/short equity in Europa


Loutlook sulle principali strategie alternative è influenzato dalle mosse delle principali banche centrali. Ne è convinta Alessandra Manuli, ad di Hedge Invest: “In Europa assisteremo a una politica monetaria estremamente espansiva: nei prossimi due anni, il bilancio della BCE crescerà da 2 a 3 trilioni di euro con un potenziale contributo pari al 2% del PIL dell’Eurozona grazie all’indebolimento dell’euro oltre che al crollo dei prezzi del petrolio.  

 

Opportunità

Questo scenario potrebbe dare maggiori opportunità alla strategia long/short equity focalizzata in Europa: i gestori possono trovare molte idee nella parte lunga (rialzista) del portafoglio puntando su aziende forti nell’export, in crescita grazie al mini-euro, e nei settori industriali/chimico che potranno trarre profitto dalla generale riduzione del prezzo dell’energia e dei derivati del petrolio. Non solo. Con l’asset quality review alle spalle, la BCE spingerà per un consolidamento del settore bancario volto a ridurre la frammentazione del credito e facilitare una ripresa dell’attività creditizia: i gestori con approccio event driven potranno dunque beneficiare di operazioni di finanza straordinaria in questo ambito, mentre i long/short credit con focus sull’Europa potranno implementare strategie di arbitraggio sulla struttura del capitale delle banche soggette a fusione/acquisizione.  Si osservano opportunità nel settore event driven anche grazie alla forza del dollaro che potrebbe spingere molte operazioni cosiddette cross border: alcune aziende europee potrebbero diventare preda di multinazionali americane”.   

 

Prospettive

“Anche per i fondi di tipo global macro il 2015 si prospetta interessante con molte opportunità da sfruttare. Sul lato valutario e dei tassi sono in atto diversi trend considerando che le banche centrali sono in cicli diversi della loro politica monetaria. Nel reddito fisso, inoltre, data l’attesa di normalizzazione della curva in US e a specifiche opportunità idiosincratiche (vedi ad esempio i tassi in India) i gestori macro possono creare valore, beneficiando anche della volatilità in aumento a seguito della fine del QE della Fed. 

Siamo molto cauti sui gestori con focus sui Mercati Emergenti: la discesa del prezzo delle commodity e la forza del dollaro che devia i flussi internazionali da queste aree sono due elementi che hanno un grande impatto (negativo) su questa strategia. In generale, per i gestori operativi nel credito senza un approccio opportunistico o poco capaci di gestire la parte corta, il 2015 si presenta come un anno particolarmente complesso”.

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