Ai nastri di partenza di Piazza Affari solo piccoli operatori


A fare da apripista in Borsa per la quotazione dei fondi sul segmento ETF Plus sono per il momento solo le società di gestione più piccole, mentre gli operatori di taglia medio/grande si mantengono al margine. Le domande di ammissione arrivate a Piazza Affari sono poco più di una decina e la previsione pressoché unanime degli operatori è che, almeno all’inizio, la quotazione riguardi pochi fondi, si parla di circa 120 tra fondi italiani e sicav estere. Così tutto il mondo che ruota attorno all’asset management è in subbuglio: che cosa accadrà fra un paio di mesi o forse prima quando sarà terminato l’iter di modifica del Regolamento della Banca d’Italia? Uno dei punti spinosi è proprio questo: infatti Bankitalia  è, a sua volta, in attesa della firma di un decreto del ministero delle Finanze (il decreto n. 228 del 1999) per dare il via ad una serie di modifiche normative sul mondo del risparmio gestito. Questo ritardo nell'approvazione ha ostacolato il debutto in Borsa dei fondi di diritto italiano.

Per ora gli operatori italiani che si sono fatti avanti e che hanno dichiarato apertamente che quoteranno una parte dei dei loro fondi sono Nextam Partners, AcomeA SGR, New Millenium Sicav, Pharus Sicav, Hypo Portfolio Selection Sicav, Augustum Opus SIM, Zenit SGR, 8a+ Investimenti SGR. Anche Anthilia Capital Partners ha fatto sapere dalla voce del senior partner Giovanni Landi, che non presenterà richieste entro la fine dell’anno ma cercherà di farlo entro il 2015 e che in linea di massima cercheranno di quotare tutti i fondi. La società sta ragionando su un profilo di commissioni a metà tra retail ed institutional. A loro sentiment, si tratterà di un processo graduale accompagnato da un paradigma distributivo in lenta ma continua evoluzione: da prodotto/collocamento a servizio/advisory.

 

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