Advam SGR ha appena stretto un accordo con Consultinvest


È stato appena siglato un accordo di distribuzione con Consultinvest e un altro paio sono in arrivo con altre due reti indipendenti. Advam Partners Sgr, la realtà nata nell’aprile dello scorso anno mediante cambio di denominazione di Gestire Sgr, opera nel settore dell’intermediazione finanziaria e della gestione del risparmio dal 1938 ed è integrata dall’esperienza più che ventennale di Financial Innovations nel risk and debt manangement e nei derivati. Mentre sono già in essere gli accordi con Iw Bank e Online Sim. Inoltre, sul filone della gestione di fondi di investimento chiusi per il capitale e il debito di medie e piccole imprese, la società che ha sede a Milano e Padova e che ha in Maurizio Belli, Emanuele Facile e Luca Passoni rispettivamente vice presidente, ad e responsabile comitato investimenti, ha appena aperto la sottoscrizione di un fondo che investe solo in minibond ed è destinato solo agli investitori istituzionali e si chiuderà entro fine luglio con un obiettivo di raccolta di 100 milioni di euro.

“È un mercato nuovo per l’Italia. A oggi non ha una buona liquidità ma è proprio il rischio credito basso a renderlo interessante. In altre parole, chi ha la propensione a prendersi questo rischio, può arrivare ad avere buoni punti percentuali. È una finestra breve dato che credo che, tempo un anno, questo mercato diventerà liquido. Del resto, anche sul mercato dei derivati c’è voluto un anno per trovare il prezzo di equilibrio”, spiega Passoni, prima responsabile investimenti in Generali e un passato ventennale tra polizze vita e fondi pensione. E aggiunge: “Il passato nei fondi pensione segna il nostro stile di gestione tanto che applichiamo le stesse caratteristiche anche ai fondi comuni”.

A oggi la sgr ha in pancia due fondi comuni aperti al retail: il comparto flessibile Alarico Re (10 mln di euro in gestione) e il Ritorni Reali. Il primo è “gestito tramite uno stile attivo che, partendo dalla valutazione dello scenario macroeconomico e procede alla selezione degli strumenti finanziari attraverso un rigoroso processo di analisi fondamentale. Per esempio, dopo aver valutato la mancanza di conferme da parte della Fed sulle recenti decisioni in politica monetaria di Draghi, abbiamo deciso di ridurre l’esposizione al dollaro che invece avevamo preso per beneficiare della sua potenziale e attesa rivalutazione. Che, a questo punto, secondo noi per il momento non accadrà”, precisa il manager.

Quanto al fondo Ritorni Reali, questo è gestito tramite uno stile di gestione attivo di tipo buy and hold, con operazioni effettuate sulla base dell’analisi del merito di credito degli emittenti e a seguito di valutazioni gli scenari macroeconomici e valutari. Le scommesse sono sul fondo Alarico Re dove si punta a una raccolta tra i 500 mln e 1 mld di euro. “Come andrà lo capirò dopo l’estate”, taglia corto l’esperto che conclude: “In generale, nel nostro stile gestionale il benchmark che ci proponiamo di battere è il tasso di inflazione. La nostra intenzione, in altre parole, è produrre un risultato che nel medio periodo copra almeno il tasso di inflazione”.

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