Aberdeen lancia un fondo che investe sulle azioni cinesi A-Shares


La Cina è tornata nei portafogli di asset manager e investitori. Diventando così uno dei temi principali nei portafogli dei prossimi anni. Grazie al processo di riforme che sta mettendo in atto e a una crescita meno brillante ma ben strutturata e controllata. Per questo, le potenzialità sul Paese sono macrosocopiche. Così Aberdeen AM ha lanciato anche in Italia un fondo di diritto lussemburghese che consente l’accesso diretto al mercato delle azioni cinesi A-Shares, il China A Share Equity Fund, che ora è quindi disponibile anche per il mercato italiano. La società ha infatti appena ricevuto l’autorizzazione per la classe destinata alla clientela istituzionale e avvierà l’iter di registrazione per la distribuzione retail. Le azioni A-Shares del mercato cinese annoverano i titoli di società locali quotati alla Borsa di Shangai o di Shenzen e rappresentano il maggiore segmento del mercato azionario cinese, che nel 2014 è stato uno dei più performanti a livello mondiale. L’acquisto diretto di questi titoli è consentito però solo ai cittadini cinesi e gli investitori internazionali possono accedervi attraverso un numero circoscritto e ristretto di canali regolamentati.

Il fondo investe sulla crescita a lungo termine del Paese ed è gestito da un team altamente specializzato, basato a Hong Kong e Singapore, che ha esperienza di investimento in Cina fin dagli anni ’80. Nonostante il fondo abbia un universo investibile di circa 2.000 società, il team di gestione punta su 25-30 titoli ritenuti di maggiore qualità, con prospettive convincenti e di lungo termine. Le azioni A-Shares, infatti, ancorché notoriamente più speculative, rappresentano società più efficienti, competitive e meglio sintonizzate sulle abitudini domestiche, soprattutto in settori come i beni di consumo, l’healthcare e i viaggi, tutti settori in cui le aziende di Stato sono meno presenti. Nel breve periodo è tuttavia opportuno  maneggiarle con cautela. Il recente rally delle azioni A-shares ha reso infatti care le azioni  di molte di queste società che nella maggior parte dei casi hanno però dimostrato, nel recente passato, di essere in grado non solo  di fronteggiare  cicli economici espansivi e recessivi, ma anche di sopravvivere nel lungo periodo alle difficoltà di accesso al credito e alla pesante burocrazia locale.  Si tratta quindi di società ben posizionate per beneficiare nel lungo termine delle riforme strutturali di ampia portata che la Cina sta promuovendo e che gettano le basi per una nuova era della crescita cinese.

 


 

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