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A caccia di nuove idee d’investimento: i gestori si ispirano a Pokemon Go


Non c’è dubbio che Pokemon Go sia diventato così popolare da creare una preoccupante dipendenza. Lo dimostra il fatto che le autorità di svariati paesi (dagli USA alla Malesia) hanno pubblicamente invitato gli automobilisti a non intrattenersi con il nuovo gioco di Nintendo mentre sono al volante. Le azioni dello storico produttore di videogiochi sono aumentate del 120% tra il 6 luglio (data di lancio del videogioco per smartphone) e il 19 luglio, a riprova del successo di Pokemon Go. L’azienda, inoltre, ha raccolto 200 milioni di dollari di utile netto (tramite App Store e Google Play) nel suo primo mese di vita, superando così Candy Crush.

Steve Glod, fund manager di BLI-Banque de Luxembourg Investments, segnala altri titoli giapponesi che hanno tratto beneficio dal rally di Nintendo: “McDonald’s Giappone, che distribuisce personaggi dei Pokemon nei suoi Happy Meal, è aumentato del 25% dopo il lancio del gioco. First Baking ha registrato un incremento delle sue azioni del 23% e anche Fuji Media Holdings, che possiede una piccola quota in Niantic (la software house che ha contribuito alla realizzazione di Pokemon Go) è cresciuta più del 20%. Sanoyas Holdings, che si occupa tra le altre cose anche di gadget sui Pokemon, ha visto crescere le sue azioni più del 300% mentre Imagica Robot, produttore dei cartoni animati Pokemon, ha guadagnato circa un 200%”.

Il gestore insiste sul fatto che questi movimenti esagerati possono essere frutto della febbre del momento e approfitta per sottolineare che “cercare di cavalcare quest’onda sulle borse significa assumere grandi rischi”. “Investire nel momento giusto può essere molto frustrante e il flusso di notizie nel breve termine dà come risultato grandi oscillazioni del mercato. Spesso, gli investimenti fatti in momenti di volatilità sono semplicemente una speculazione originata dal trading di breve termine e raramente si fanno con l’intenzione di stabilire posizioni a lungo termine”, sostiene Glod, riferendosi al fatto che in quei momenti gli investitori tendono a dimenticare i fondamentali e le valutazioni, prendendo decisioni irrazionali.

Idee di investimento in Giappone…

Allo stesso tempo, l’esperto di BLI afferma che “seguire queste tendenze tematiche è un fenomeno più comune nella borsa giapponese che in altri mercati”, per il fatto che “dopo decenni di delusione, molti investitori si sono allontanati dall’investimento nei fondamentali”. Una valida dimostrazione di questo sentiment negativo è che attualmente molti investitori internazionali continuano a sottoponderare il Giappone nei loro portafogli. “Per guadagnare esposizione al mercato nipponico, seguono alcune tendenze per un certo periodo di tempo, senza prestare troppa attenzione ai fondamentali o alle valutazioni. La recente Pokemon mania è solo uno tra i tanti esempi (…) Anche se alcune tematiche hanno influito più di altre sulle scelte d’investimento, spesso hanno generato grandi oscillazioni del mercato e aspettative disattese”, afferma il gestore.

Glod spiega che, anche se l’approccio di BLI ripone molta enfasi sui fondamentali ed è a lungo termine – per cui non segue attivamente le mode del mercato - “i nostri investimenti individuali traggono vantaggio da alcune tendenze interessanti nel lungo termine”. Per esempio, spiega che attualmente stanno riscontrando opportunità in imprese giapponesi orientate all’esportazione, specialmente nei segmenti di automazione industriale, scambio e trasmissione mobile di dati, industriali e chimici. Un’altra tendenza interessante tra quelle esportatrici è di cercare quelle che offrono beni e servizi richiesti dalla crescente classe media dei paesi emergenti (per esempio, Unicharm che produce pannolini per bambini).

Glod differenzia anche le tematiche tra le imprese i cui business sono orientati al mercato interno. Ci sono quelle di vendita al dettaglio che sono in concorrenza con i competitor più piccoli per una quota di mercato ma anche quelle con esposizione al cambiamento demografico del Giappone, tra i Paesi più vecchi del mondo.

… e altre per investire nella tecnologia

Secondo Sylvie Sejournet, gestore di Pictet AM, il fenomeno di Pokemon Go “è la dimostrazione che alcuni servizi interattivi, compresi i videogiochi, non perderanno mai il loro fascino, neanche in uno scenario di incertezza macroeconomica”. L’esperta ha aggiunto Nintendo al portafoglio del fondo Pictet Digital Communication nel 2015 e aveva, nel primo trimestre di quest’anno, un’esposizione del 2,4%. Bisogna sottolineare che il fondo seleziona imprese che generano almeno il 20% di entrate in applicazioni interattive e cerca aziende con flussi di cassa stabili e crescenti e una posizione di tesoreria netta.

Secondo Sejournet, “l’opportunità per le applicazioni interattive (commercio elettronico, videogiochi online, pubblicità online, strumenti di analisi Big Data) è stimata un bilione di dollari nei prossimi cinque anni e continuerà a espandersi man mano che i prodotti e i servizi diventeranno più facili da usare, più economici ed efficienti in termini di costi”. L’esperta fa l’esempio dello sviluppatore di videogiochi Take-Two Interactive (creatore di Grand Theft Auto) e del social network cinese Tencent.

Infine, si sofferma anche su una nuova ondata di concentrazione tra aziende tecnologiche, citando l’acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft come paradigma. L’operazione è stata valutata 26,2 miliardi di dollari e vuole “combinare la leadership in applicazioni per l’ufficio con la rete professionale per eccellenza”. L’esperta si riferisce anche all’acquisto da parte di Salesforce.com di Demandware, fornitore nel settore di soluzioni cloud commerce per le imprese, per 2,8 miliardi e all’acquisto di Qlik e Marketo che passeranno ai privati per 2,5 e 1,5 miliardi.

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