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90º minuto, quando il calcio è questione di finanza


Il copione è sempre un po' lo stesso: ci sono le chiacchiere da bar, le tifoserie che si azzuffano, gli scudetti contesi, i goal contestati, le polemiche arbitrali e le migliori squadre a confronto. Se ci mettiamo pure la passione per lo sport nazional-popolare più amato dagli italiani si capisce come più di un gestore ha puntato le sue fiche sul gioco del pallone, anche se il giro d'affari negli ultimi anni non sia stato proprio il migliore. A dirlo è un interessante studio di Morningstar che fa il quadro tra società calcistiche quotate in Borsa in Europa e i rendimenti offerti dal mercato azionario europeo.

 

Juventus nel cuore

In Italia delle tre squadre in Piazza Affari (Roma, Lazio e Juventus) solo i bianconeri trovano il favore dei gestori. Il titolo Juventus FC, dicono da Mornigstar, "è nel portafoglio di nove fondi americani e cinque europei appartenenti a diverse categorie, dagli Azionari Italia agli Azionari Internazionali. Tra chi crede nella Vecchia Signora il Lindsell Train Global Equity (non disponibile alla vendita in Italia), che ha anche una piccola posizione su Celtic PLC. Il portfolio manager, James Bullock, ne dà un aggiornamento nel commento mensile di gestione, citando l’8% di crescita annuale del fatturato del club di Torino nelle ultime cinque stagioni (esclusi gli introiti della Champions League) tra gli elementi positivi sottovalutati dal mercato".

 

Altro discorso, però, per i rendimenti. "Tra le italiane vince la Roma. La squadra giallorossa ha visto aumentare la sua capitalizzazione di mercato del 21%, mentre la Juventus, nonostante la vittoria degli ultimi quattro campionati di Serie A, si è fermata a +6,21%. La Lazio ha chiuso in coda a +3,03%". 

 

Se le piccole portoghesi battono le major

A livello internazionale poi, le squadre europee preferite dai manager, oltre la Juventus, sono il Borussia Dortmund e il Manchester United. La squadra tedesca sembra essere amata oltreoceano, "soprattutto dal team di Dimensional Fund Advisor (che ha un Morningstar Stewardship rating positivo), che detiene posizioni marginali in diversi portafogli prese sulla base di un processo di investimento puramente quantitativo. Gli inglesi invece sono "nel portafoglio di dieci fondi americani, compreso il Fidelity Balanced (rating Bronze), che ha un patrimonio  in gestione di oltre 24 miliardi di euro".

Se diamo un'occhiata invece ai rendimenti la classifica si ribalta: vincono gli outsider, come dimostra lo studio condotto dagli analisti di Morningstar sulle 23 squadre di calcio quotate in Borsa. Ai primi posti per performance, infatti sono proprio le squadre minori. "A comandare sono le portoghesi: Sporting Clube De Portugal-Futebol e Sporting Lisbona e Benfica hanno realizzato una performance a tre anni annualizzata (in euro e al 23 ottobre) rispettivamente pari al 37,10% e al 32,17%, mentre ai piedi del podio, dietro gli scozzesi del Celtic (+30,41%), c’è la terza squadra lusitana del Futebol Clube de Porto (Porto) che ha fatto segnare +24,36%. In coda le società danesi e turche che negli ultimi tre anni hanno registrato passivi compresi tra il 26% al 40%".
Come a dire, investire non è solo una questione di fede calcistica. 

 

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