8 grafici per spiegare cosa è successo nel 2015


L'anno appena conclusosi è stato ricco di eventi per i mercati finaziari. Tra i momenti che hanno generato maggiori tensioni ma anche opportunità di investimento troviamo a gennaio l'annuncio di Mario Draghi di un QE da 1.100 miliardi. Protagonista per molti mesi è stata poi la Grecia, con le elezioni prima e con il referendum dopo, ma senza grandi scosse per il mercato. Ad agosto occhi puntati sulla Cina che, con una serie di svalutazioni del cambio, fa crollare le Borse: a spaventare gli investitori sono le prospettive economiche del gigante asiatico. In autunno, poi, a tornare di scena è il rischio geopolitico per gli attentati di Parigi, il petrolio continua in caduta libera e la Fed dopo molti anni aumenta i tassi d'interesse. Morningstar ha riassunto in alcuni grafici cosa è successo nel corso del 2015.

1. Emergenti vs Sviluppati

Il 2015 è stato un altro anno in cui i mercati sviluppati hanno vinto la partita con i mercati emergenti. Questa divergenza è stata notata soprattutto nella seconda parte dell'anno. 

 

2. La forza del dollaro

Uno dei fattori che hanno segnato i mercati nel 2015 è senza dubbio la forza del dollaro statunitense. Il grafico mostra l'evoluzione del biglietto verde nei confronti delle principali valute mondiali, ma l'apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro ha addirittura superato il 10%.

 

3. Il crollo delle materie prime

Insieme con la forza del dollaro un altro degli elementi che ci ricorderemo del 2015 è il forte calo dei prezzi delle materie prime.

4. Il growth supera il value

Per quanto riguarda gli stili di investimento, il 2015 è stato un altro anno (come il 2014 e il 2013) in cui il 'growth'  ha superato lo stile 'value' sia negli Stati Uniti che in Europa.

 

5. La diversità all'interno del mondo fixed income

Il grafico mostra le differenze significative che esistono tra i diversi segmenti del reddito fisso. Il focus è sulle tre principali categorie obbligazionarie in euro. Da sottolineare in particolare il forte calo e la maggiore volatilità dei bond governativi (rosso) rispetto alle obbligazioni societarie (in blu) e agli high yield (in verde).

 

6. Il piccolo è bello

...e redditizio se si confrontano i rendimenti (all'interno della stessa regione) tra i fondi large cap con quelli small cap.

 

7. Rendimento nullo per i monetari

Non sorprende nessuno sapere che i fondi monetari hanno reso molto nel 2015. Infatti è da diversi anni che hanno un rendimento inferiore all'1%. Quest'anno si può dire che il ritorno è stato praticamente nullo.

 

8. L'inizio della grande rotazione?

In termini di flussi, l'anno è stato molto interessante con un aprima parte in cui gli investitori hanno continuato a comprare fondi obbligazionari (in blu) e fondi misti (in verde). Ma nella seconda parte è come se le aspettative di rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed abbiano spaventato gli investitori di reddito fisso e sembra si sia prodotto l'inizio di una grande rotazione a livello di asset, con deflussi dai bond e entrate non tanto nei fondi azionari quanto piuttosto in fondi alternativi. 

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